Povertà, in difficoltà nel post Covid anche piccoli artigiani e lavoratori autonomi

POTENZA – Quattro mesi di emergenza sanitaria hanno totalmente trasformato i bisogni sociali ed economici delle famiglie.

Risulta ancora molto complesso delineare con precisione le caratteristiche e le peculiarità di un cambiamento d’epoca che ha sovvertito tutti i codici relazionali ed economici conosciuti: la situazione sociale, infatti, continua a modificarsi con grande velocità, evidenziando bisogni e risorse sempre differenti.

I dati forniti dalla rete dei centri di ascolto Caritas e illustrati nel corso di un incontro a Potenza, relativi ai mesi di maggio e giugno, confermano di fatto un vistoso cambiamento, al netto delle evidenti fragilità economiche e relazionali dell’intero tessuto sociale. Il termine del lockdown, ha infatti portato con sé l’emersione di nuovi bisogni, differenti ed inediti anche rispetto a quanto evidenziato nei primi due mesi di emergenza. La rete Caritas infatti, nonostante le parziali riaperture connesse all’attività produttiva e sociale, nel solo mese di maggio ha accolto e intercettato altre 180 famiglie in difficoltà su tutto il territorio diocesano, dall’inizio dell’emergenza le richieste di aiuto sono state 1029. Cominciano, inoltre, a delinearsi con maggiore chiarezza i bisogni delle persone/famiglie aiutate: da marzo ad oggi, oltre il 60% dei nuclei familiari incontrati è ancora in carico alla rete delle Caritas; di conseguenza, si iniziano a strutturare percorsi di accompagnamento maggiormente definiti, sulla base di bisogni espressi che nella maggior parte dei casi risultano totalmente inediti.

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