“Questo avrebbe dovuto essere il momento del cambiamento. Niente di tutto questo”. Lo scossone di Cicala alla giunta Bardi

VIGGIANO – “Al momento quel cambiamento promesso non lo vedo e se Bardi pensa di fare condivisione sui temi del petrolio con soli due incontri con i sindaci, per poi decidere in altre sedi la posta economica con Eni senza capire come spenderla, si prende una grossa responsabilità politica e morale”. E’ una doccia fredda per Bardi e la sua maggioranza, uno scossone che fa tremare viale Verrastro. “La maggioranza regionale scricchiola se i temi condivisi in campagna elettorale non solo non vengono portati avanti, ma non vengono neanche condivisi”. Amedeo Cicala sindaco di Viggiano, esponente regionale della Lega lucana, non ha peli sulla lingua e non le manda a dire. Una voce sempre più critica interna alla stessa maggioranza di governo ma che da questa, su molte questioni intende smarcarsi. “Dobbiamo dare risposte ai cittadini. Sul petrolio, sulla sanità, sulla gestione Covid. Non si può delegare. Dobbiamo portare a casa il risultato altrimenti di che ragioniamo?”. Dalle tante vertenze aperte nell’indotto Eni di Viggiano alle troppe promesse mancate per dare lavoro ai disoccupati della Val d’Agri. E così il sindaco Cicala scende dalla parte dei cittadini. Puntanto il dito contro l’arroganza della gestione del Cane a sei zampe. “Il covid non può essere una scusa dietro la quale nascondersi per non dare seguito a quanto annunciato nei mesi scorsi- ha evidenziato alla Nuova il primo cittadino di Viggiano- la mia esperienza mi porta a dire che vi è una scelta politica dell’Eni sbagliata, di mancata condivisione, di non risoluzione dei problemi e in particolare la dirigenza di oggi sta buttando solo fumo negli occhi. Troppa la spocchia”.

Maggiori dettagli nell’edizione cartacea de La Nuova del Sud di oggi, giovedì 19 Novembre 2020