12 Nov 2019
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Radioterapia, l’acceleratore pagato per nuovo porta la data del 2008

POTENZA – Le indagini sull’acceleratore Varia trilogy installato nella Radioterapia dell’Ospedale ”San Carlo” di Potenza sono ad un punto di svolta. Si tratta di capire se l’apparecchio è nuovo o, se invece, sia stato prima usato altrove. Ai fini della sicurezza dei risultati terapeutici non ci dovrebbero essere conseguenze per i pazienti. E’ come andare a Roma a bordo di una Ferrari o di una Cinquecento. Il traguardo viene tagliato, ma con differenze abissali. Nel 2008 l’azienda ospedaliera regionale bandisce una gara per la costruzione di un bunker, la fornitura delle attrezzature e la gestione di un reparto di radioterapia. Si sceglie la strada dell’affidamento dell’intero servizio sanitario in service. La gara viene aggiudicata da un raggruppamento di imprese formato da Fora SpA di Parma, Alì di Catania e Niguarda. Nel 2015 si firma il contratto e si avviano i lavori. La prima pietra la mette il direttore generale del ”San Carlo” dell’epoca Giovanni De Costanzo. Il contratto per prestazioni, manutenzione e gestione del reparto di Radioterapia incide sul bilancio sanitario per poco meno di un milione di euro l’anno, con durata decennale. Nell’ottobre 2017, cerimonia in pompa magna per l’inaugurazione del nuovo servizio. Tutti presenti, in giacca, cravatta, camice. Si taglia il nastro e si frena l’entusiasmo di essere riusciti a portare a termine un antico progetto. Tutto lineare, fino a quando (è il mese di agosto) qualcuno ci informa, con lettera anonima e tante fotografie, che l’acceleratore Varia non sarebbe nuovo, ma vecchio di dieci anni, come è possibile verificare dalla targhetta punzonata sull’apparecchio.

 

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