Referendum, Torrio: “Il rischio è che questa regione non esista più”

POTENZA – E’ una battaglia in difesa della dignità della politica. Ma anche della rappresentatività dei territori.

Margherita Torrio del Comitato per il No, costituito su ispirazione del Coordinamento nazionale per la democrazia costituzionale è determinata. Il referendum del 20 e 21 settembre (che essendo costituzionale non richiede il quorum) prevede la riduzione dei senatori da 315 a 200 e dei deputati da 630 a 400 è un taglio dal sapore antipolitico che non intende in alcun modo migliorare la qualità del Parlamento.

“Il rischio concreto è che la Basilicata non esista più o che sia divisa. E questa riforma che penalizza tutta la regione punirà oltremodo una città come Matera che rischia di non aver concretamente nessun rappresentante. Senza contare le minoranze partitiche”. Il Coordinamento nazionale per la democrazia costituzionale, attivo dal 2014 e sorto dal Comitato per il No del referendum 2016, ha conservato una struttura a livello nazionale con comitati sparsi per tutta Italia. Ne fanno parte un gruppo di costituzionalisti, ex parlamentari e sindacalisti ma opera solo sul piano costituzionale senza alcuna relazione con i partiti.
Dal referendum del 2016 a questo, ci risiamo. La Costituzione ancora nel mirino?
Ormai sono 4 anni che continuiamo a intervenire su temi costituzionali. Siamo tornati ad un altro tentativo. Del resto sin dalle origini della nostra Costituzione si è tentato di tutto per smantellarla o metterla in difficoltà…
C’è un filo rosso tra tutti questi tentativi?
Personalmente direi di sì. Sono tentativi che rispondono puntualmente alla logica di ridurre drasticamente il ruolo e la funzione del Parlamento con l’apertura ad esiti che vanno dal presidenzialismo al cosiddetto ‘uomo forte’. Operazioni che rispondono ad una logica di forma di Stato che non coincide con quella prevista nella nostra Costituzione.

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Celestino Benedetto