17 Sep 2019
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Regionali 2019, si voterà il 26 maggio nell’election day. Ma è polemica

POTENZA – “Con Decreto sottoscritto in data odierna ho indetto per il prossimo 26 maggio 2019 le elezioni per il rinnovo del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale, in coincidenza con le prossime elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia”. L’annuncio della presidente della Regione facente funzione Flavia Franconi è arrivato ieri in tarda serata. Dopo mesi di tentennamenti, settimane di richieste di pareri da costituzionalisti e avvocati, la governatrice ha sciolto così le riserve nelle ultime ore disponibili. Si voterà a maggio, quindi. E non a gennaio, come avrebbero desiderato le opposizioni, ma anche illustri esponenti del Pd stesso. Come noto, con l’emanazione del decreto di indizione, l’esecutivo ha fissato ricorso alle urne in piena primavera, in applicazione dell’articolo 7 della legge 111 del 2011 (decreto legge 98) che prevede nell’ottica della spending review, di accorpare le consultazioni regionali con le europee. Decisione che è stata contestata apertamente dal presidente del consiglio regionale Vito Santarsiero, che ha fatto notare come la fase di prorogatio, e quindi la volontà di tenere “a galla” il governo per altri quattro mesi “senza la piena disponibilità di poteri”, determinerebbe delle ripercussioni negative e limitanti sull’attività del parlamentino lucano. I Cinque Stelle, proprio nella giornata di ieri, avevano deciso di passare alle vie di fatto, promuovendo un atto stragiudiziale di diffida nei confronti della stessa Franconi. Lei è andata avanti comunque. “Ho maturato tale convincimento in ragione delle motivazioni di ordine giuridico e normativo esposte nel Decreto e del parere espresso dal Prof. Staiano, professore ordinario di diritto costituzionale e Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli. In una nota inviata al Ministro dell’Interno rappresento la mia disponibilità ad eventuali ulteriori interlocuzioni basate sul principio della leale collaborazione tra istituzioni. Tanto affinché, previa adozione di adeguati strumenti normativi da parte del Governo, si possa superare l’attuale normativa in modo da poter votare in data antecedente al 26/05/2019 e comunque tale da poter garantire che lo svolgimento delle elezioni avvenga con la più ampia partecipazione delle cittadine e dei cittadini e la massima tutela dei diritti all’elettorato passivo ed attivo in adesione ai principi di ragionevolezza e adeguatezza e di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini”.