Regionali, durissima nota del consigliere di Potenza, Falconeri: “Lomuti, Araneo e Verri lavorano per conto terzi”

Marco Falconeri, il consigliere di Potenza che in una durissima nota di fatto ha sfiduciato Lomuti, Araneo e Verri
Marco Falconeri, il consigliere di Potenza che in una durissima nota di fatto ha sfiduciato Lomuti, Araneo e Verri

POTENZA – Alla fine il tappo è saltato. A conferma che, nei 5 stelle, la linea di queste settimane dei tre coordinatori Lomuti (regionale), Araneo e Verri (provinciali) tutto era fuorché condivisa. Anzi. Ma i nodi prima o poi vengono al pettine. Così come le ambiguità. E quel fianco prestato a un “disegno” tutt’altro che 5 stelle. E così, dopo la presa di posizione dell’ex sottosegretario Mirella Liuzzi – che ha chiesto che il Movimento possa confrontarsi senza pregiudizi con Angelo Chiorazzo, su tutti i temi che riterrà necessari, prima che qualcuno possa arrogarsi veti o quant’altro – analoghi interventi sono arrivati a cascata. Anche con un indice ben puntato contro l’operato dei tre coordinatori.

Resa dei conti nel Movimento 5 stelle, durissimo affondo di Falconeri contro Lomuti, Araneo e Verri

E’ il caso del consigliere comunale di Potenza, Marco Falconeri, che in una nota durissima, ha di fatto sfiduciato l’attuale guida lucana dei 5 stelle. In un ragionamento più ampio, che parte da Potenza, «un tassello fondamentale nel quadro delle imminenti competizioni elettorali», dice. E dove «a livello istituzionale comunale il Movimento 5 stelle – spiega – ha saputo instaurare un clima di dialogo e confronto leale con tutte le forze di opposizione». «Posso dire che sia nelle Commissioni che in Consiglio – aggiunge Falconeri – non ho mai fatto mancare un impegno costante nell’analisi documentale e nella elaborazione di atti e proposte anche condivise con gli altri consiglieri». Non solo.

«Sulla città per la prima volta è stata aperta una sede che ha operato per formare nuove generazioni impegnate in politica che ho direttamente e senza contributo alcuno sostenuto e messo a disposizione di tutti», mentre «dal coordinamento con le altre forze di opposizione in Consiglio è nata l’intesa che ha portato all’elezione del Presidente della Provincia con ben sette rappresentanti che hanno fatto valere il peso preponderante di 520 punti ponderati per singolo voto: uno sforzo non sempre ripagato dalle giuste attenzioni sul capoluogo».

Tutto questo per sottolineare, in premessa, come «sul piano generale va rilevato che negli ultimi due anni si è addivenuti alla costruzione di un’alternativa unitaria maturata intorno ai macro temi come quello del no all’autonomia differenziata ed alla difesa del welfare». «Tuttavia – e qui inizia l’attacco di Falconeri – negli ultimi mesi sono arrivati segnali discordanti e contraddittori dai coordinatori Lomuti, Araneo e Verri, dapprima sulla possibilità di una intesa con le altre forze politiche ed in particolare con il Pd.

Si moltiplicano le prese di posizione nel M5s contro i tre coordinatori e il loro “fuoco di fila” contro Chiorazzo

Successivamente, in mancanza di un’alternativa, è arrivato un accanito fuoco di fila contro l’unico candidato credibile sul tavolo del Presidente Giuseppe Conte, ossia Angelo Chiorazzo». «A questa narrativa volta a screditarne il profilo – aggiunge Falconeri – si è accompagnato anche un attacco politico alla figura di Roberto Speranza e della Schlein». Dimenticando, qualcuno, che «il primo è stato ministro della Salute accanto a Conte negli anni difficili della pandemia e la seconda rappresenta l’innovativo volto di un Pd in lotta per rinnovarsi ed aperto come non mai sul fronte della tutela dei diritti delle donne e delle categorie di genere». E invece «sembra che in Basilicata ci sia qualcuno che vuole a tutti i costi remare in senso opposto all’indirizzo di Conte».

Ad oggi, infatti, «non è arrivato sul tavolo nessun nominativo di candidato credibile e i coordinatori al di là del mantra anti Chiorazzo non hanno prodotto grandi risultati», afferma il consigliere comunale di Potenza. «L’unica cosa che conta per loro è chiudere la porta in faccia a quest’ultimo». «Ma perché?», è l’interrogativo di Falconeri. E non soltanto il suo, già da un bel po’ di tempo. Ma per il consigliere comunale la risposta – che contiene anche un pesante atto di accusa nei confronti di Lomuti, Araneo e Verri – è che «probabilmente, in maniera malcelata, si sta lavorando per conto terzi».

“Margiotta e Pittella i loro punti di riferimento?”

E questo perché «abbiamo letto tutti le dichiarazioni di Margiotta così come abbiamo tutti notato un’estate di “riappacificazione” con Marcello Pittella». «Sono forse questi i punti di riferimento imprescindibili dei coordinatori? E sulla base di quali accordi?», si chiede Falconeri. «Di questo gli iscritti e i rappresentanti istituzionali del Movimento 5 Stelle di Basilicata non sono stati informati». Ma «forse sono proprio le riserve della vecchia politica che oggi stanno cercando di mettere un freno».

Ma a che cosa? «Parliamo del possibile epilogo di un quadro regionale – aggiunge il consigliere comunale di Potenza – che non può che chiudersi nel segno di un’alleanza, come già è avvenuto in Sardegna». E questo perché «la Basilicata non può permettersi spaccature e tensioni continue: c’è un centrodestra da battere. I territori ed il lavoro di dialogo svolto in questi quattro anni e mezzo non può essere buttato a mare da un preconcetto politico guidato da accordi presi a titolo personale. Non si può mettere il Presidente Conte in questo imbarazzo, né tantomeno attaccare i suoi interlocutori a livello nazionale. Nemmeno si può trascinare il territorio in una corsa guidata al sondaggio divisivo sul nome di Chiorazzo».

Per Falconeri, insomma, «in questo quadro occorre quindi fare chiarezza e procedere senza condizionamenti ad un incontro con l’unico candidato credibile sul tavolo, verificandone le intenzioni sui temi. La Basilicata e Potenza non possono perdere un’occasione importante di sintesi se si vuol puntare all’obiettivo ambizioso di governare ed amministrare».