25 May 2019
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Regionali, il voto slitta. Più tempo al Pd

POTENZA- Si va verso la data del 31 marzo. Entro la giornata di venerdì è prevista l’emanazione del decreto di indizione delle urne. Inizialmente ipotizzate per il 24 di marzo all’indomani del giudizio del Tar dello scorso 19 gennaio che ha imposto il limite di 20 giorni per l’emanazione del nuovo decreto. Poi un cavillo burocratico, un inconveniente rilevato dai tecnici della Regione che di fatto va ad inceppare ulteriormente la macchina elettorale consegnando altri sette giorni ai partiti per ricompattarsi in cerca della sintesi. Ore decisive, minuti contati che possono segnare il destino degli schieramenti. Soprattutto nel centro-sinistra martoriato dalla spaccatura interna al Pd e da quella tra Pd ed Mdp legata al Pittella-bis con il segretario Polese impegnato a mettere insieme i pezzi di un puzzle ad oggi scomposto. Sette giorni che potrebbero tornare utili per le trattative. Nella giornata di ieri intanto, la presidente facente funzioni Flavia Franconi, dopo lo stop legato all’inaugurazione dell’anno 2019 per Matera, ha convocato i consiglieri nella sala Verrastro tra i quali Michele Napoli (Fratelli d’Italia) Gianni Leggieri (M5s) e Michele Soranno (subentrato al posto di Luigi Bradascio) dopo aver visto i capigruppo di maggioranza nei giorni scorsi. Il pentastellato ha ribadito la posizione dei 5 stelle. «Abbiamo sempre sostenuto la linea del voto subito e lo abbiamo dimostrato con il ricorso accolto dal Tar. Abbiamo una legge votata ad agosto e si accorgono solo ora dei tecnicismi? Sette giorni non cambiano il mondo, mi auguro non si arrivi al 7 aprile». «Ci siamo opposti alla linea della maggioranza del rinvioha invece evidenziato Napoli- si facciano le dovute verifiche e si faccia presto».

 

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di Mara Risola