16 Jul 2019
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Regionali, il nome Trerotola agita gli elettori di sinistra. E quelli di destra

POTENZA- A chi lo identifica come un «fascistone», «traditore» risponde il fratello Ercole. «Carlo è un cattolico. Non frequenta ambienti di destra». Così l’ex presidente del Corecom, Ercole Trerotola difende, dalle polemiche e anche da qualche insulto, il fratello Carlo, candidato presidente del centrosinistra unitario. Dopo l’investitura per la candidatura unitaria della coalizione (composta dal Pd. Psi, Mdp-Realtà Italia, Cd, +Europa e Verdi) sul farmacista potentino è stata infatti pioggia di commenti. Oggetto delle polemiche: l’eredità del padre Nicola, un’etichetta che un molti in queste ore hanno provato in qualche modo ad attaccargli addosso, Nicola Trerotola è stato infatti sindaco di Balvano nel 1974, fondatore dell’ Msi in Basilicata insieme al professore Mancino e all’avvocato Camardese. Il figlio Ercole (fratello di Carlo) è attualmente consigliere di opposizione a Balvano nelle fila del centro-destra. Ma proprio quest’ultimo in un post sui social smentisce possibili simpatie del fratello legate alla frequentazione di ambienti della destra regionale. «In merito alla candidatura di mio fratello Carlo a presidente della giunta regionale lucana scrive Ercole Trerotola apprendo dalle agenzie talune informazioni errate cui preciso quanto segue: Carlo non è mai stato candidato in alcuna formazione politica, tampoco vanta frequentazioni di ambienti politici di destra. Piuttosto da sempre assiduo frequentatore di ambienti politici di area cattolica. Preciso, infatti, che candidato è Carlo e non la ”famiglia Trerotola” di cui alcuno ha la rappresentanza politica. A mio fratello un sincero e affettuoso augurio». Il nome del dottore ha infatti fatto discutere e non poco. Ma a far scoppiare la polemica è stata soprattutto la scelta operata dal centro-sinistra di scegliere una personalità dalle radici che affondano nel mondo della destra regionale. Fermo restando l’assunto sempre valido: le impronte dei padri non per forza devono essere seguite dai figli.

 

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di Mara Risola