Regionali, nel centrodestra primi malpancisti. Giuzio: “Servono nomi nuovi e presidente terzo”

POTENZA – Le parole d’ordine – per la verità non proprio originali – sono “società civile”, “nuove generazioni” e “nuove forze”. Ma mentre il centrosinistra resta fermo al palo dopo la “tegola” giudiziaria abbattutasi sul governatore ed in attesa sempre di capire se e come si possa comporre uno schieramento unitario, in casa centrodestra – in vista delle Regionali – si naviga a vista. Il primo tavolo allargato alle forze che si oppongono all’attuale maggioranza a guida Pd tenutosi nei giorni scorsi (era assente la Lega per la concomitante manifestazione di Pontida) è servito a mettere insieme volti vecchi e nuovi e a ribadire – almeno a parole – la volontà di voler rappresentare un’alternativa al centrosinistra. Da Moles a Latronico, da Tisci a Rosa (fisicamente assente) passando per Mancusi e le liste civiche, il primo di una serie di incontri è servito a mettere nero su bianco intenzioni e perimetro dell’alleanza ma anche a discutere di temi e prospettive. Un fronte alternativo al centrosinistra per candidarsi a governare la Regione che però – secondo alcuni suoi stessi aderenti – rischia di avvitarsi attorno a formule vuote e schemi obsoleti. Le Regionali di novembre rappresentano un banco di prova importante per il centrodestra, ma il rischio concreto – pavantato da molti – è quello di ridursi alla ricerca spasmodica di un gruppo che per comune provenienza, per genere ed età sia soltanto destinato a succedere nel potere politico del vecchio. Riproponendo un copione già visto e con molti degli stessi attori.

 

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di Celestino Benedetto