Regione, chi si dimette e chi viene messo alla porta

POTENZA – Un tempo, quando la Politica si scriveva con la “P” maiuscola c’era un rispetto profondo dei ruoli a salvaguardia della propria autonomia pur nella condivisione dell’obiettivo.

Oggi, per scrivere “politica” si ricorre alla grafia meno appariscente, la più striminzita possibile, ed è quasi inevitabile lo scontro con la burocrazia. Ne sa qualcosa la Lega di Salvini, che, proprio in questi giorni, è alle prese con una questione tanto delicata quanto prevista.

Le continue, costanti e asfissianti incursioni di Carmine Cicala, presidente del Consiglio regionale, nella gestione amministrativa dell’Assemblea, hanno spinto il direttore generale Arturo Agostino a rassegnare le dimissioni. E’ avvenuto il 29 aprile scorso, ma la notizia è stata secretata, per consentire all’Ufficio di Presidenza di scegliere un altro dirigente cui affidare il ruolo apicale. Un garbo istituzionale che fa onore al direttore generale, la cui lunga e qualificata carriera lo ha sempre visto autonomo rispetto alla politica e strenuo difensore delle prerogative dei dirigenti, che devono interessarsi della gestione senza prendere ordini da chicchessia. Sembra che in questo anno di esperienza il presidente Cicala abbia più volte tentato di orientare le scelte amministrative in capo ad Arturo Agostino, nonostante all’atto di nomina ci sia stato un accordo di guidare le due strade parallele dell’Ente.

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