Regione, il “regalo” di San Valentino di Bardi ai suoi: +15% agli stipendi

POTENZA- E’ il decreto di San Valentino. Un solo articolo, con una premessa di 33 righe per motivarlo con richiami a precedenti atti e a leggi nazionali e regionali.

E’ il decreto del Presidente della giunta regionale n. 24 che di fatto aumenta lo stipendio “nella misura del quindici per cento dell’intera retribuzione spettante, conglobata nell’intero trattamento economico e trova applicazione per tutti gli uffici di diretta collaborazione del Presidente e dell’esecutivo regionale”.

Vale a dire, tra gli altri: capo di gabinetto (Grauso), responsabile del settore legislativo e giuridico (Ferrara) e ora anche il direttore dell’Ufficio stampa (Calenda) che in barba a tutte le leggi vigenti, nazionali e regionali, diventa “struttura di diretta collaborazione del Presidente e dell’Esecutivo regionale” e non più organo autonomo, garanzia di indipendenza rispetto ai cittadini. L’adeguamento dello stipendio ha pure effetto retroattivo, “dalla data di effettiva presa di servizio”. Il che lascia perplessi e sconcertati, anche alla luce del fatto che tutti i dirigenti regionali, compresi i direttori generali, non ricevono l’indennità di risultato dal 2014 ad oggi, che non è fissa del 15 per cento ma variabile in base alla disponibilità di apposito fondo. In verità, questo aumento significativo era già stato previsto in precedenti decreti del Presidente (79404 e 97933) quando si precisava che “l’indennità sostitutiva della retribuzione di risultato” doveva essere sì del 15 per cento, ma “sulla retribuzione spettante ad un dirigente di ufficio di grado C” e non invece, così come è stato ora deciso, “sull’intera retribuzione spettante” attualmente al capo di gabinetto, al responsabile del settore legislativo (entrambi equiparati ai dirigenti generali) e al capo ufficio stampa.

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