Regione, un commissario liquidatore per un ente già liquefatto

POTENZA- Fantasia creativa e sperpero di denaro pubblico sono stati il binomio più in voga nell’ultima legislatura regionale. C’è stata una corsa a superarsi a vicenda per mettere in atto procedure e provvedimenti che rasentano la follia amministrativa. Un esempio lampante è quello dell’Autorità di Bacino della Basilicata. Il consiglio regionale, con la legge di Stabilità, ha addirittura nominato un commissario liquidatore di un ente già liquefatto dal 2016, attribuendogli lo stipendio corrispondente a quello del dirigente regionale e assegnandogli risorse per oltre un milione di euro. Com’è noto le Autorità di Bacino sono già state soppresse con il Decreto Ministeriale 294 del 26 ottobre 2016, e sostituite con le nuove Autorità di Bacino Distrettuali. Con l’art. 12 della legge regionale di stabilità si sopprime l’ente e lo si pone in liquidazione, dimenticando che lo stesso ente era già stato soppresso. L’obiettivo è nominare il commissario liquidatore dell’organismo che non ha più personale e non ha niente da liquidare se non marginali ed estemporanee attività e alcune poste finanziarie in capitoli di spesa già nella disponibilità della Regione. La legge è precisa e prevede che la gestione liquidatoria venga affidata all’attuale dirigente, già segretario generale dell’AdB Basilicata, che non sarà solo.

 

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