Registro Tumori, sindaci assenti. L’atlante oncologico è incompiuto

POTENZA – Note continue, richieste, solleciti, contatti telefonici. E poi ancora reinvio di informazioni, chiarimenti.

Documentazione consegnata ma per alcuni centri incompleta. Un continuo ping pong nel rapporto con i Comuni e con i primi cittadini lucani per la realizzazione dell’Atlante Oncologico. L’assessore alla Sanità, Rocco Leone, lo ha denunciato in un’intervista rilasciata alla Nuova.

“I sindaci devono essere propositivi, ma in alcuni casi sono assenti. E quando non collaborano, poi perdono il diritto di parola in ambito sanitario”. E’ una situazione paradossale quella dell’Atlante Oncologico. Il progetto – finanziato per oltre 236mila euro ma costato meno – gestito dal Crob, è giunto alla sua conclusione. Ma l’obiettivo di avere una mappa con analisi spaziali ed una divulgazione dei dati pienamente aderenti alla realtà, non è stato centrato. E non certo per colpa o responsabilità degli esperti del Crob. Quella che ne è venuto fuori è una mappatura a macchia di leopardo per anno e negli anni che non consente analisi su tutta la Basilicata. Un mosaico di numeri che sconta i tanti – troppi – centri lucani reticenti. Sono quelli su cui non si ha alcuna informazione e dove ogni contatto ha dato esito negativo. A dicembre scorso – per tornare all’ultimo tentativo – l’assessore Leone di fronte alla convocazione di tutti i sindaci della Basilicata per venire incontro ale esigenze poste dal Crob e per stilare la carta geografica completa si è trovato di fronte solo undici fasce tricolori. A venire meno sono stati soprattutto i dati identificati nelle liste geografiche comunali (Lac) dal 2012. Risultato: non si è potuto giungere ad una conclusione. Piccolo passo indietro riepilogativo.

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di Celestino Benedetto