Royalties, finalmente un’indagine sullo spreco di quasi 2 miliardi

POTENZA – Quasi due miliardi di euro incassati in poco più di venti anni. Un tesoro che avrebbe potuto e dovuto assicurare alla Basilicata sviluppo, occupazione, tutela dell’ambiente.

E, invece, quasi sempre le royalties del petrolio sono andate in fumo per coprire buchi di bilancio o altre spese correnti. Bonus benzina a parte (misura forse liquidata troppo in fretta e sostituita dal misterioso fondo Social Card), i lucani non hanno mai avuto una percezione, ma soprattutto un utilizzo diretto di tutti questi soldi, fatta eccezione per il reddito minimo di inserimento, misura che di certo non ha colmato il cronico problema delle famiglie a rischio povertà e anzi ha accentuato il malcontento tra quanti, ingiustamente, sono rimasti esclusi dal sussidio.

Uno scenario sicuramente complesso e variegato che però non solleva da responsabilità i governi regionali che si sono succeduti nel tempo, tutti accomunati da una mancanza di programmazione nell’utilizzo del tesoretto annuale derivante dalle estrazioni petrolifere in Val d’Agri. In tutti questi anni si è pensato esclusivamente a fare cassa o a sostenere solo con fondi a pioggia questo o quell’altro settore, mentre gli appositi fondi individuati per predisporre adeguati programmi di investimento sono rimasti a lungo vuoti.

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di Fabrizio Di Vito