San Carlo, caos anestetisti: trasferiti sette professionisti e interventi più lunghi

POTENZA- Nelle Unità Operative del San Carlo l’incertezza per gli interventi operatori programmati (anche da mesi) è palpabile. E’ sufficiente un giro tra le stanze di alcuni primari per toccare con mano l’incertezza: centinaia di fascicoli su scrivanie e negli armadi per ogni reparto che sono altrettanti pazienti in attesa di essere operati. Uomini e donne in parte in corsia e in gran parte a casa in attesa dell’avviso o della telefonata. Una storia che ha implicazioni dirette nella vita dei pazienti e delle loro famiglie e che ha già prodotto una nuova fuga verso altri ospedali extraregionali. Come se non bastasse l’emigrazione sanitaria che produce spese a carico della Regione per 35-40 milioni di euro persino per interventi classificati “di routine” chi non vuole o non può aspettare lascia il San Carlo. A questa situazione si aggiunge un “clima da caccia alle streghe” che vede i primari in “silenzio stampa”. Uno dei loro colleghi che ha rilasciato un’intervista al Tg3 Basilicata ha di recente ricevuto una lettera di contestazione dalla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo come preavviso di provvedimento disciplinare. I responsabili sanitari delle Unità Operative accettano di parlare solo a taccuino chiuso o microfono spento. Il tono è rassegnato perchè nonostante incontri, visite di parlamentari e consiglieri regionali in ospedale per capire dal vivo come stanno le cose, prese di posizione e comunicati di organizzazioni sindacali, non è cambiato nulla.

 

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di Arturo Giglio