San Carlo, donna morta in cardiochirurgia: chieste tre condanne

POTENZA – Il pubblico ministero Annagloria Piccininni ha chiesto la condanna a tre anni per l’ex primario del reparto di cardiochirurgia dell’ospedale San Carlo di Potenza, Nicola Marraudino, e a due anni per i cardiochirurghi Matteo Galatti e Michele Cavone, accusati di concorso in omicidio colposo per la morte di Elisa Presta, la paziente calabrese di 71 anni deceduta durante un intervento per la sostituzione della valvola aortica. A provocare la morte della paziente, secondo l’autopsia, fu l’emorragia causata dalla lacerazione della vena cava. Secondo l’accusa, l’equipe medica avrebbe continuano l’intervento chirurgico sulla paziente per provare a mascherare una serie di errori. Tesi completamente smontata dalla superperizia disposta dal giudice Lucio Setola e affidata ai consulenti Saliva, Marino e Diurno per i quali il 28 maggio del 2013 in sala operatoria non si verificò alcun ”errore inescusabile” da parte dell’equipe medica.

 

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di Fabrizio Di Vito