San Carlo, guai ad ammalarsi in estate. Cresce il “buco di organico”

POTENZA- L’augurio rivolto dai medici di famiglia ai potentini è di star bene. In questa stagione estiva guai ad ammalarsi. La carenza di medici specialistici al San Carlo è storia vecchia che però da qualche tempo si sta aggravando. La prima avvisaglia si coglie all’Unità di terapia intensiva neonatale dove in reparto sono solo 5 medici. Le organizzazioni sindacali denunciano una situazione di «estremo disagio lavorativo per tutto il personale dell’ospedale»: turni di notte incessanti, doppi turni, superlavoro che si traduce in un clima di alta tensione specie a causa della riduzione del periodo di ferie. Non meno grave la situazione in altre reparti nevralgici tra i quali il Pronto Soccorso. Le stime che circolano in questi giorni indicano in almeno un centinaio i medici specialisti in meno al San Carlo nel prossimo triennio. E i sindacati la considerano una stima al ribasso perché i prepensionamenti e la “fuga” di specialisti da qui ad altri ospedali o la scelta della libera professione piuttosto che restare in ospedale sono fattori destinati ad accrescere il “buco di organico” al quale aggiungere la carenza di medici di famiglia. In quest’ultimo caso se ne prevedono una trentina in meno sempre nel triennio prossimo.

 

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di Arturo Giglio