San Gerardo, simbolo di speranza. Il tempietto del patrono davanti al San Carlo

POTENZA – Il tempietto di San Gerardo, da domenica sera, si staglia solennemente davanti all’ospedale San Carlo.

Non è un caso se, in tempo di pandemia, il patrono della città di Potenza si trovi in uno dei luoghi simbolo della battaglia, della sofferenza e della speranza.

Quest’anno non ci saranno feste laiche, quelle religiose saranno ridotte al lumicino. Niente tre giorni di baldoria, né il Potenza Folk Festival, niente bancarelle ad animare le strade del centro, niente borgo dei sapori, né tantomeno le splendide serate nella villa del Prefetto. E soprattutto nessuna attività a cura delle tante associazioni del capoluogo, nessuna parata dei turchi, nessuna accensione della Iaccara, nessun “quadro” a raccontare, tra storia e leggenda, l’invasione e la scacciata dei turchi, sempre nel segno benedittivo di San Gerardo. E, sembra quasi un segno del destino, non ci sarà Alberico Corvino, Civuddin, scomparso lo scorso ottobre. Ma il culto del Santo quello non si arresterà. E il tempietto posizionato davanti al San Carlo rappresenta un gesto simbolico di vicinanza a tutte le persone che, in questo periodo così difficile, hanno vissuto perdite e momenti di grandi sofferenze. Ma vuole essere soprattutto un ringraziamento a tutto il personale sanitario per il prezioso ed encomiabile lavoro svolto in questi mesi. E così i Portatori del Santo, associazione che da anni “guida” i festeggiamenti nella settimana più bella del capoluogo, hanno posizionato l’effige del patrono nella piazzetta dell’ospedale dove si è svolta una cerimonia simbolica celebrata dal cappellano del San Carlo alla presenza delle istituzioni. Una funzione sobria, anticipata dall’arrivo del sindaco Guarente e i saluti come si conviene ora: con la mascherina indossata e le strette di mano sostituite da delicate gomitate. Lo specchio dei tempi.

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di Luigi Santopietro