Sanità, Cgil all’attacco: “Troppe misure tampone”

MELFI – «Ancora una volta assistiamo al consumarsi dell’ennesima emergenza nella sanità lucana. La chiusura temporanea della pediatria e del reparto di ostetricia dell’Ospedale di Melfi è solo la punta dell’iceberg di una situazione ormai insostenibile nella quale versa il presidio di Melfi, come tutti gli altri presidi ospedalieri territoriali afferenti all’Azienda San Carlo».

E’ quanto afferma la Fp Cgil. “Come si può pensare di tenere in piedi una Uoc con un unico Dirigente Medico, che ne è anche il primario? Quel che è certo è che la convenzione attivata a decorrere dal 1 gennaio con l’azienda ospedaliera San Pio di Benevento per l’acquisto di prestazioni presso l’Uoc di Neonatologia e Tin del San Carlo e del punto nascita di Melfi – l’acquisto di 200 ore mensili per ciascuna struttura fino ad una spesa complessiva massima di 300.000 euro annui- è l’ennesima misura tampone perchè, come ha dimostrato la recente chiusura – una cosa è integrare prestazioni esistenti, altra cosa è sostituire l’inesistente. D’altronde – aggiunge la Fp Cgil – non versano in condizioni migliori altre unità operative dell’ospedale: si lavora con un solo ortopedico presente esclusivamente di mattina, come del resto accade anche nella Uo cardiologia, dove la turnazione viene coperta con grandi difficoltà”.

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