Sanità, intervista a Vizziello: “Il Dea a Policoro non a scapito di altri”

POTENZA – “Qualunque evoluzione di un presidio ospedaliero non deve avvenire a scapito degli altri”.

E’ la posizione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, nonché medico specialista, Giovanni Vizziello sull’ipotesi, prevista nella bozza di riforma sanitaria, di istituire un Dea di I livello a Policoro. A pochi passi da quello di Matera. La sanità, lo sappiamo, è il tema caldo di queste ore, dalla gestione dell’emergenza, al riordino ospedaliero per finire con le prestazioni sospese.

E da medico a rappresentante delle istituzioni il consigliere ha una sua visione. La “testa” politica di Barresi? “Non ne faccio una questione personale, ma di principio. Ci devono essere dei momenti di valutazione delle attività. Se da queste valutazioni viene fuori che un direttore piuttosto che un altro non ha adempiuto agli obiettivi prefissati, allora ci sono i motivi per insistere in un cambio di guardia. Al momento elementi definitivi non sono stati colti. Per me non è una questione di Barresi o chiccessia”. Ma c’è anche la politica e le Amministrative di Matera, nelle dichiarazioni del capogruppo. “Purtroppo decidono tavoli nazionali che hanno affidato l’incarico alla Lega, ma siamo nell’accordo e con spirito di squadra”. Infine la mozione, da lui presentata, di un fondo, 2 milioni di euro, per sostenere le famiglie sulle cui spalle gravano i costi dei fitti dei figli studenti fuorisede. “Presto avremo il bando”.
Da medico e da rappresentante dei lucani nelle istituzioni le chiediamo che cosa sta accadendo alla sanità lucana. Ci troviamo nella coda dell’emergenza. Solo al San Carlo abbiamo circa 400mila prestazioni sospese. Come se ne esce?
“Per quanto riguarda le prestazioni sospese dovute all’emergenza Covid, la direzione è quella di implementare le attività ambulatoriali estendendo gli orari delle prestazioni, non solo nell’ambito di una giornata ma anche nell’ambito di una settimana estendendole nei weekend, in modo da recuperare progressivamente gran parte delle prestazioni sospese. Ovviamente ci saranno prestazioni che sono state risolte nel frattempo perché più urgenti. Per questo il numero è inferiore. L’impegno a risolvere questa questione c’è tutto in tutte le strutture e anche nei servizi ambulatoriali del territorio”.

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Mara Risola