16 Oct 2019
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Sanità, la profezia di Olivieri: facoltà di Medicina o è la fine

POTENZA-Sono trascorsi due anni e mezzo, quasi tre. E intanto la sanità lucana continua il suo cammino verso un inarrestabile declino. Esattamente come il professore Ignazio Olivieri – maestro della Reumatologia a livello mondiale – aveva pronosticato il 21 gennaio 2017, un anno prima di morire. Una profezia che torna d’attualità dopo il recentissimo turbinio di polemiche tra vecchia e nuova amministrazione regionale, legato fondamentalmente alla carenza di professionisti e risorse. Ospedali periferici in crisi, punti nascita soppressi, emergenza-urgenza al collasso, carenza di neonatologi, anestesisti, reparti che chiudono, altri che riaprono. Ispezioni, circolari. Primari a giorni alterni. Piccole realtà sprovviste di medici di base. Insomma non ci sono abbastanza professionisti o forse ce ne sono sempre meno. E il trend è destinato a peggiorare. C’era tutto questo e molto altro nella previsione del professore, quando, in occasione di un premio di riconoscenza a lui conferito al teatro Stabile di Potenza da parte del movimento culturale “Lavoro e Sviluppo per la Basilicata”, ha lanciato un grido di allarme per la sanità lucana, affermando – come fece – che l’assenza della facoltà di Medicina nella nostra regione porterà, in breve tempo, massimo cinque anni, alla quasi scomparsa dei medici locali, alla decadenza del sistema. Una sconcertante previsione che presto potrebbe tradursi in una triste verità. Un dato che, con il passare dei giorni, continua sempre più a prendere forma attraverso le tante criticità, per altro sotto gli occhi di tutti. Soprattutto delle istituzioni regionali.

 

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di Mara Risola