Sanità, parla l’ex consigliere Bradascio: “E’ tutto come prima”

POTENZA – Ha alle spalle 40 anni di medicina privata come specialista in odontoiatria creando ed alimentando associazioni di volontariato.

Luigi Bradascio, consigliere regionale e presidente della quarta commissione nella precedente consiliatura ha provato a cambiare “senza esserci riuscito” per sua stessa ammissione una serie di cose. Si è dimesso un anno e qualche mese prima della scadenza naturale dopo aver avviato con risultati tangibili la riforma dei manuali per l’autorizzazione, lo strumento che detta i criteri con cui le strutture convenzionate accreditate – sia pubbliche che private – devono avere l’autorizzazione a lavorare. Un lavoro propedeutico alle liste d’attesa.

“E invece tutto è rimasto come allora”. Eppure a distanza di oltre due anni, difende la riforma sanitaria voluta da Pittella e dal centrosinistra (“Non ha avuto il tempo ma secondo va verso un obiettivo corretto. Ci voleva più forza politica, più incisività ed andare con maggior decisione verso l’applicazione del piano delle cronicità per portare risorse dagli ospedali ai territori”). Anche se non dimentica i punti negativi (“il fallimento di quella riforma che portava più risorse economiche nel territorio, la non applicazione del piano della cronicità, la non coscienza di alcune fasce come i disabili e gli anziani”). Un’analisi a tutto tondo, tra critiche al governo regionale (“finora non ha detto come vuole cambiare la riforma Pittella”), ai manager della sanità, ai campanilismi Potenza-Matera-Rionero e all’idea della facoltà di Medicina.

L’intervista integrale sull’edizione cartacea de “La Nuova del Sud”

di Celestino Benedetto