Sanità, ripresa lenta. Interventi e ricoveri non urgenti restano ancora in stand-by

POTENZA – La fase 2 della sanità lucana – complessa e delicata – con l’obiettivo di ritornare ad una situazione di normalità operativa è iniziata.

Anche se nulla, dalle aziende ospedaliere a quelle sanitarie, potrà mai essere come prima. Ingressi e percorsi separati, frammentazione degli orari, nastri adesivi. E poi ancora “dispenser” con gel igienizzante e termoscanner non soltanto all’entrata. Sono organizzate così le attività ambulatoriali del dopo Covid. Ma due cose sono già evidenti. La prima: non potranno più esserci file e assembramenti nelle sale di attesa. La seconda: le altre patologie non sono scomparse e questo richiederà un forte scatto per tornare a curarle come prima della pandemia.

All’Asp e al San Carlo di Potenza – ad esempio – le attività di specialistica ambulatoriali saranno gradualmente avviate, nel rispetto degli indirizzi regionali, con previsione di attivare tutte le branche entro fine mese. Dalla scorsa settimana, all’Asp e in tutte le sedi distrettuali, i pazienti vengono contattati telefonicamente e viene loro comunicata data e fascia oraria di erogazione della prestazione. È obbligatorio per l’utente il rispetto tassativo dell’ora di effettuazione della prestazione. Si è iniziato con le branche specialistiche per le quali vi è maggiore richiesta ed a maggiore valenza per i soggetti fragili ed affetti da patologie croniche. Stessa cosa – più o meno – all’ospedale San Carlo dove però la demarcazione tra il percorso “sporco”, dedicato al Covid e quello “pulito”, da tenere lontano da rischi di infezione è un fattore imprescindibile. Una ripresa che fin qui ha interessato solo le attività ambulatoriali e gradualmente alcuni reparti, nel rispetto delle misure di sicurezza imposte dalla urgente normativa  in materia.

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di Celestino Benedetto