Santarsiero: “Solo chi vuole conservare un passato improponibile, poteri e postazioni sta cercando di fermare Chiorazzo”

Vito Santarsiero, intervenuto sulla candidatura di Angelo Chiorazzo in qualità di membro dell'assemblea regionale del Pd.
Vito Santarsiero, intervenuto sulla candidatura di Angelo Chiorazzo in qualità di membro dell'assemblea regionale del Pd
Vito Santarsiero, intervenuto sulla candidatura di Angelo Chiorazzo in qualità di membro dell’assemblea regionale del Pd.

POTENZA – Da qualche mese ormai non ci dormono la notte. Accecati come sono dall’ossessione del potere e della poltrona. Pozzi da inquinare, utili idioti da mandare avanti, sondaggi farlocchi, pseudo candidature e molto altro ancora. Con tanto di fango, anche. Giusto per impastare il tutto. D’altronde erano già pronti a organizzarsi la sconfitta e a immaginare a “tavolino” chi far accomodare in Consiglio regionale. Protagonisti di un centrosinistra vecchio che vorrebbero invece perpetuo, a propria immagine e somiglianza e solo funzionale ai propri disegni. E invece, di fronte a un centrodestra che ha fatto collassare la Basilicata, qualcosa di nuovo è arrivato a scompaginargli i piani. Ma anche a metterne a nudo la pochezza politica, per quanti nutrissero ancora dubbi.

Uno scenario sul quale, ieri, è voluto intervenire Vito Santarsiero, nella sua veste di membro dell’assemblea regionale del Pd.

«Mi sembra doveroso – ha detto – esprimere una valutazione rispetto al poderoso tentativo messo in campo contro una tanto complessa quanto significativa azione politica avviata dal segretario regionale del Pd, unitamente a molti dirigenti del centro sinistra, per costruire intorno al candidato Angelo Chiorazzo una coalizione, la più larga e forte possibile, in grado di poter aprire non solo una rinnovata e qualificata stagione politica, ma anche di poter vincere le prossime elezioni regionali». «Tuttavia – ha aggiunto Santarsiero – vi è chi costruisce e chi poi gioca a demolire».

E questo perché «la direzione del Pd in maniera chiara, nonché ampiamente maggioritaria, ha valutato positivamente la candidatura di Chiorazzo». Trattandosi, tra l’altro, «di una posizione oggi ancor più consolidata nella classe dirigente, come verificato nei tanti incontri promossi opportunamente sul territorio da Lettieri, il tutto nonostante azioni di disturbo già note e politicamente interessate, a riprova di quanto forte è nella base Pd la domanda di cambiamento e rinnovamento». «Alla decisione della direzione – ha aggiunto Santarsiero – è poi seguita, come tutti sanno e come normale in questi casi, una delicata fase di lavoro fatta di interlocuzioni e incontri che stanno portando la coalizione a trovare intese e positive sintesi.

Una situazione che, a tre mesi dalle elezioni, non abbiamo certamente avuto nel recente passato.

Caratterizzato invece da posizioni e divisioni che hanno portato Pd e centrosinistra a continue e clamorose sconfitte tanto alle politiche, quanto alle regionali, quanto alle amministrative, per non ricordare anche quelle divisioni e cecità che portarono alla rimozione di un giovane segretario regionale del Pd per interessi di parte». Ma «tutto questo ha lasciato il segno, limiti ed errori di una classe dirigente che non può più pensare di poter condizionare scelte e percorsi di rinnovamento».

Angelo Chiorazzo
Angelo Chiorazzo, attorno al quale secondo Santarsiero si dovrebbe costruire una coalizione, la più larga e forte possibile, in grado di poter aprire non solo una rinnovata e qualificata stagione politica, ma anche di poter vincere le prossime elezioni regionali.

Il punto è che «bisogna prendere atto che finalmente nel Pd è davvero partita una stagione di rinnovamento con nuove classi dirigenti che avanzano e non ignorare che in Basilicata, dinanzi ad una crisi profonda dell’intero centrosinistra, un pezzo significativo di società civile ha reagito e deciso di farsi sentire con riflessioni e posizioni che hanno evidenziato le criticità gravi del territorio, la inadeguatezza della politica e dell’attuale governo regionale. È questo un mondo che ha anche proposto in Chiorazzo un autorevole candidato alla Presidenza, ma che ora solo l’autoreferenzialità politica e il tentativo di conservare un passato improponibile, con poteri e postazioni, sta cercando di escludere».

«Non tutti, purtroppo – ha continuato Santarsiero -, comprendono i segni profondi di un nuovo sentire, di un percorso avviato e che nessuno potrà fermare.

Non tutti cioè hanno colto nel profondo l’animo di un popolo che ha già detto basta e chiede altro. Se solo si comprendesse tutto ciò nel Pd e in tutto il centrosinistra saremmo tutti uniti senza incertezze per costruire un nuovo futuro per la regione, in sintonia peraltro con radici e valori che ci uniscono». «Continuerò, come molti ma non tutti fanno – ha concluso l’esponente del Pd -, a sostenere che in politica le stagioni si aprono e si chiudono, che qui da noi nel Pd se ne è chiusa una, fatta di molte luci e anche di tante ombre. E che è bene per questo rinnovare le classi dirigenti, sempre nell’ottica che il loro ruolo deve essere quello del servizio alla comunità. Se vince la Buona Politica, vincerà il Pd, vincerà il Centrosinistra e vincerà soprattutto la nostra Regione».

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