18 Sep 2019
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Serie C, con Giosa in campo il Potenza si trasforma

POTENZA – Non è il capitano. Non è neanche il vice. Eppure quella fascia al braccio sembra appartenergli di diritto. Perchè ci sono giocatori che sono ascoltati, rispettati, cercati, attesi: per il carisma, l’umanità, l’intelligenza, la classe. Antonello Giosa i gradi sulle controspalline ce li ha tatuati sottopelle, vederlo richiamare la squadra sotto la Curva per un nuovo meritato saluto ai tifosi fa capire quanto dietro quel fisico lungo e snello, quello sguardo buono ma autorevole, ci sia un leader, oltre che un campione. Il difensore potentino si sta confermando, una volta di più, giocatore di categoria superiore. La carta d’identità rivela un numero che vuol dir poco: 36, come gli anni che non dimostra. Mentre sono altre le statistiche che evidenziano come Giosa incida come e più di un attaccante sulle prestazioni della squadra di mister Raffaele. E non parliamo di gol fatti, sebbene la craniata di domenica contro il Catania abbia sbloccato e probabilmente deciso l’andamento del match con gli etnei che da un anno a questa parte sono diventati vittima sacrificale dei leoni e dello stesso Giosa. Due testate terribili, due gol in maglia rossoblù, entrambe contro i siciliani. Questione di chimica ma anche di personalità. Quando il numero 14 del Potenza incrocia avversari di livello superiore, alza l’asticella. Sempre un centimetro oltre il limite fissato dai dirimpettai.

 

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di Luigi Santopietro