Sisma dell’ottanta, quei 90 secondi che hanno cambiato il volto della Basilicata

POTENZA – Paesi bellissimi e suggestivi rasi al suolo, una tragedia umana enorme segnata da quasi tremila morti, più di ottomila feriti e 300mila senzatetto: sono passati 43 anni da quel terribile terremoto di magnitudo 6.9 (decimo grado della scala Mercalli all’epicentro) che alle 19.34 del 23 novembre 1980 colpì la Campania e la Basilicata. Simbolo di quella tragedia resta il crollo del soffitto della Chiesa Madre di Balvano che seppellì 66 persone, per la maggior parte bambini e ragazzi, di fatto cancellando una generazione del paese. Un ricordo vivo nella memoria di molti.

Anche dI papa Francesco. “Desidero inviare un pensiero speciale alle popolazioni della Campania e della Basilicata a oltre quaranta anni dal disastroso terremoto che ebbe il suo epicentro in Irpinia. Quell’evento drammatico le cui ferite anche materiali non sono ancora del tutto rimarginate- ha aggiunto Papa Francesco- ha evidenziato la generosità e la solidarietà degli italiani”.

Scolpita nella memoria c’è la visita di un altro Papa, Giovanni Paolo II, a pochissimi giorni dal terremoto (e poi nel 1991 in visita pastorale). Il Pontefice non fece mancare il suo conforto visitando Balvano. Woytila benedisse la gente di Balvano   i familiari delle vittime del terremot, visitò anche i feriti nell’ospedale di Potenza, stringendo mani, accarezzando volti, abbracciando le persone. Oggi nei territori colpiti la ricostruzione è quasi completata, ma la ricorrenza del 43/o anniversario restituisce ricordi drammatici.