“Sono soldi tolti al lavoro”, la nuova opposizione, unita, all’attacco di Bardi sul “blitz” anti-commissariamento sanità

La nuova opposizione, unita, all'attacco di Bardi sul "blitz" anti-commissariamento sanità: "Sono soldi tolti al lavoro, all’ambiente...".
La nuova opposizione, unita, all'attacco di Bardi sul "blitz" anti-commissariamento sanità: "Sono soldi tolti al lavoro, all’ambiente...".
La nuova opposizione, unita, all’attacco di Bardi sul “blitz” anti-commissariamento sanità: “Sono soldi tolti al lavoro, all’ambiente…”.

POTENZA – Il tema era stato toccato anche in campagna elettorale. Ma il governatore Bardi, smentì l’imminente pericolo. Ma, trascorsi ormai quindici giorni dal voto, spuntano fuori, come documentato da Nino Grasso sulle nostre colonne, le tre delibere che dimostrano come il commissariamento della sanità lucana sia molto più vicino di quanto il presidente della Regione dica.

E la minoranza, compatta, va all’attacco.

“Quando abbiamo denunciato il rischio di commissariamento della sanità lucana Bardi ha smentito e ha mentito. Perché le delibere 348, 349 e 353 approvate dalla giunta uscente in tutta fretta lo scorso 30 aprile per provare a colmare i 50 milioni di buco dopo i 24 recuperati in campagna elettorale di fondi dello sviluppo, mostrano – scrivono gli otto esponenti della futura opposizione in Consiglio regionale – come il problema c’era eccome, e come più che un problema finanziario, anche alla luce di liste di attesa e mancanza di servizi, si tratti di mancanza di capacità di gestione a cui non si può fare fronte con continue “pezze”.

Oggi, per rimediare allo sbilancio senza pari nella storia della sanità lucana Bardi e la sua maggioranza non hanno esitato a impiegare i soldi destinati a dare un futuro di sviluppo ai nostri figli e quelli che le compagnie petrolifere – sottolineano Pd, Basilicata casa comune, M5s e Psi – versano per opere che compensino l’impatto ambientale che le estrazioni hanno sulla nostra terra.

Soldi tolti al lavoro, all’ambiente, a salute e monitoraggio ambientale e sanitario, con un’operazione dalla dubbia regolarità amministrativa e legale (anche perché si spenderebbe soldi che in parte dovrebbero maturare solo nel 2025), ma dalla certa inadeguatezza politica.

Stiamo letteralmente ipotecando il futuro della nostra terra togliendole ogni possibilità di riscatto per mascherare l’incapacità di un gruppo dirigente. In fondo è la stessa operazione fatta col bonus acqua, con la Regione che ha esentato le compagnie dall’obbligo già contrattualizzato di creare lavoro in regione in settori diversi da quello petrolifero per uno sconto nella bolletta delle famiglie di una decina di euro. Oggi il centrodestra non può più rispondere che si tratta di denunce da campagna elettorale perché il voto c’è già stato. Ma c’è da dire purtroppo, che se non si trova subito il modo di bloccare questa deriva il futuro della Basilicata è a rischio”.

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