Sud, futuro “scippato” dal Nord. Chi difende la Basilicata?

POTENZA – Non è una questione di colori politici e di tinte governative. Da anni, nonostante proclami e spot elettorali, sull’agenda politica il Mezzogiorno è letteralmente scomparso.

Infrastrutture, investimenti, povertà educativa, spopolamento: non c’è rapporto o studio di settore che non indichi il segno rosso. Ma – soprattutto – sembra non ci sia né tempo né volontà in Parlamento per discutere del Sud. A parte qualche riferimento o enunciazioni di principio, la “questione meridionale” continua a restare da tempo lettera morta tra gli scranni di Camera e Senato. Con buona pace anche dei rappresentanti del popolo lucano, troppo attenti a non inimicarsi il capo politico di turno e a sperare nella conferma al prossimo giro. E così, mentre si dibatte del taglio dei parlamentari o degli effetti dell’autonomia differenziata, la Basilicata (e le regioni meridionali) continuano ad annaspare col serio rischio di affondare definitivamente. Di certo, la classe politica del Mezzogiorno, intesa in senso trasversale, continua a restare silente senza proporre misure in grado di colmare quel gap che divide il Paese, anche calpestando i piedi ad una potente classe politica del Nord.

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di Celestino Benedetto