Taglio parlamentari, Bardi: “Si rinvii il referendum. Il Paese pensa ad altro”

POTENZA – Il giudizio è sempre stato netto e motivato. “Il taglio dei parlamentari sarebbe un taglio alle persone, ma anche alla democrazia.

La Basilicata si ritroverebbe una rappresentanza più che dimezzata, scenario che contrasta con il principio della rappresentatività territoriale sancito dalla Costituzione”.

Il governatore lucano non si è nascosto. Già nelle settimane successive l’approvazione in quarta lettura alla Camera della riforma che taglia il numero degli eletti aveva lasciato sentire la sua voce. A differenza di tanti altri esponenti politici di maggioranza ed opposizione. ”Penalizzare una regione piccola con un taglio che la rende difficilmente rappresentata in Parlamento – aveva detto – è una cosa che non può essere accettata. Se ci sarà un referendum, io sarò il primo a sostenerlo”. Manca un mese al referendum confermativo sul taglio dei parlamentari fissato il 29 marzo. La campagna elettorale langue. Ma il risultato appare scontato per vari motivi. Prima di tutto non è previsto il quorum. Poi va considerato che quasi tutte le forze politiche in occasione del sì definitivo dell’Aula della Camera hanno votato a favore del taglio (553 sì e 14 no).

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di Celestino Benedetto