Taglio parlamentari, “sforbiciata” in un silenzio totale, complice e obbediente. Ora le macroregioni?

POTENZA- Il destino sembrerebbe segnato. Il testo della proposta di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari è stato approvato alla Camera con 310 voti. Superato lo “scoglio” rappresentato dalla terza e dalla quarta lettura in Senato, il governo gialloverde potrà a quel punto portare a casa il risultato auspicato. L’orientamento di M5s, Lega è lo stesso di Fi e Fdi, ma cozza con quello in particolare manifestato da Pd, Leu e dal gruppo delle Autonomie che mercoledì hanno provato a forza di emendamenti a rappresentare le proprie ragioni. Ma di modifiche non ne sono state fatte. Nel frattempo i dem starebbero valutando l’ipotesi di ricorrere alla Corte Costituzionale per denunciare “forzature gravi della Costituzione” in aula a Montecitorio da parte della maggioranza e del presidente della Camera Roberto Fico, lesivi di prerogative e diritti dei parlamentari a seguito della inammissibilità dichiarata dalla presidenza di molti emendamenti delle opposizioni. Il disegno, nella sua totalità, delinea una sforbiciata da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. Nel nostro caso specifico, dagli attuali 13 si passerà a soli 7 parlamentari lucani. I senatori lucani verrebbero tagliati da 7 a 3 (con una percentuale del 57,1% – contro una media del 36,5 – che, insieme all’Umbria, non ha eguali per nessun’altra regione), i deputati, infine, da 6 a 4.

 

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di Michelangelo Russo