Tamponi, centrodestra lucano messo in “quarantena”

E’ singolare, o forse emblematico, come nel pieno di un’emergenza mai vissuta prima, i partiti, almeno nella nostra Basilicata, siano di fatto quasi spariti dalla scena. Non pervenuti. O messi in un angolo.

E ci riferiamo, innanzitutto, a quelli del centrodestra, che pure governano questa regione: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Seppur con sfumature diverse, naturalmente. Prendiamo il partito di Salvini.

Da quando l’ex “segretario” Liuni è stato rispedito a casa, le sue “vedove” locali hanno di fatto quasi perso la voce. Non foss’altro perché gli è stata messa a freno la lingua. Con l’effetto che, a parte una dichiarazione del neo commissario Marti (su cui ritorneremo a breve), e la generosità di qualche singolo, poco o nulla risulta alle cronache di questi giorni difficili. Non pervenuto anche il commissario regionale di Forza Italia, Giuseppe Moles, se non per le sue dichiarazioni da vicepresidente dei senatori azzurri. Mentre, quantomeno, il segretario del partito della Meloni, Salvatore Caiata, alcuni giorni fa ha provato a spronare la Regione e smuovere le acque. “Basta perdere tempo” ha detto invocando test rapidi per la ricerca dei positivi sintomatici o asintomatici. “La nostra regione gode di un vantaggio che non possiamo permetterci di sprecare», il suo appello. Che va anche oltre, perché estende la platea, quello che appunto lo stesso leghista Marti aveva auspicato una settimana prima. Ovvero tamponi veloci per tutte le categorie più esposte. “Medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine, volontari, ma anche tutti coloro che stanno garantendo la distribuzione e la vendita dei beni di prima necessità come alimentari e farmaci, per poi passare alla tamponatura del maggior numero possibile di persone”, le sue parole. Che poi è la strada del Veneto di Zaia pronto a mettere in campo 700mila test istantanei, più della popolazione della Basilicata. Dove non abbiamo capito se le segreterie regionali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia esercitino un indirizzo politico o debbano ritenersi in quarantena. Con tutte le decisioni affidate al generale-presidente-commissario Bardi e dintorni.

di Dario Cennamo