Tamponi, famiglie abbandonate: “Nessuno s’interessa dei disabili”

POTENZA – Da mesi lotta per tutelare il diritto alla salute di sua figlia e di tanti altri ragazzi.

Compreso quello dei familiari e di chi li assiste quotidianamente. “Abbiamo bisogno di avere la certezza che le persone che frequentano le nostre case a vario titolo, terapisti, educatori, assistenti domiciliari abbiano la possibilità di essere sottoposti a tampone o al test sierologico e che siano provvisti di dispositivi di protezione individuali. E questo per avere la sicurezza di non essere contagiati e, soprattutto, di non contagiare i loro assistiti e le famiglie, considerando che gli stessi frequentano altre famiglie, dove prestano anche assistenza, quindi a continuo rischio”.

Alba Montagnuolo non si arrende. La sua storia – una figlia di 47 anni in casa affetta da un grave handicap conseguenza di una malattia rara, genetica e congenita nota come “Sclerosi Tuberosa” – è comune a tante altre nella città di Potenza e non solo. Famiglie che all’interno del proprio nucleo una persona con disabilità grave, cognitiva, fisica e non autosufficienti costrette ad affrontare l’emergenza Covid 19 da soli, ed abbandonate al loro destino. “A tutt’oggi – spiega in rappresentanza dell’associazione ETS Marisol Lavanga – non ho ricevuto notizie in merito alla mia richiesta e a quelle delle famiglie ed associazioni che rappresento di poter eseguire i test. E’ solo l’ultimo dei disagi derivanti da questo periodo”.

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di Celestino Benedetto