Tamponi, l’ennesima gaffe della Regione dopo l’ordinanza “strappa-titoli”

POTENZA – Non si poteva certo bloccare il rientro dei residenti fuori regione. E così è stato.

Ma per limitare gli effetti di un nuovo “esodo” dal Nord e reggere la seconda ondata di ritorni, la Basilicata è incappata in un dietrofront. Quella con cui la Regione ha dovuto limare le misure contenute nell’ordinanza con cui il presidente Bardi aveva messo alcuni paletti in vista dell’inizio della fase due. Il riferimento è al carattere esclusivamente volontario dei tamponi.

Se da un lato le regole imposte dal governatore non hanno scoraggiato chi doveva rientrare, dall’altro viale Verrastro è stata costretta a correggere il tiro e a rimangiarsi quanto propagandato la settimana scorsa. “L’effettuazione del tampone a tutti coloro che, provenienti da altre regioni o dall’estero, fanno ingresso in regione Basilicata fino al prossimo 17 maggio – si è affrettata a specificare la Regione – è di carattere esclusivamente volontario”. Il chiarimento – è stato specificato nella nota firmata dal capo di gabinetto di Bardi, Fabrizio Grauso – si ricava da una lettura costituzionalmente orientata della previsione in esame. In applicazione a quanto disposto dall’articolo 32 della Costituzione, infatti, è riservato esclusivamente alle norme di legge prevedere eventuali accertamenti e trattamenti sanitari di carattere obbligatorio.

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di Celestino Benedetto