Tamponi sotto mentite spoglie, spuntano altri casi

POTENZA – Non solo corsie preferenziali per l’effettuazione dei tamponi e il clamoroso errore dell’Asp che per quasi tre mesi ha portato medici e pediatri a inviare le richieste per la somministrazione dei test anti-Covid ad una mail inesistente perché creata in modo errato: nelle carte dell’inchiesta della procura di Potenza partita dai decessi di Antonio Nicastro e Palmiro Parisi, i due potentini vittime del virus dopo aver implorato per settimane di essere sottoposti a tampone e che vede coinvolte, a vario titolo, dieci persone, c’è spazio anche per la pratica dei cosiddetti tamponi sotto mentite spoglie.

Circostanza che viene contestata in uno dei capi di imputazione al coordinatore della task force regionale, Michele Labianca e al direttore sanitario dell’ospedale San Carlo di Potenza, Angela Pia Bellettieri, accusati di concorso in falso in atto pubblico. Entrambi, nel marzo del 2020, si sarebbero sottoposti a tampone sotto falso nome. Ma mentre per Labianca e Bellettieri si è arrivati rapidamente all’identificazione, i carabinieri non sono riusciti a dare il vero nome ad altri due “tamponi fantasma”: tra le provette, infatti, erano spuntate anche quelle di Luca Mattia e Raffaela Liguori. Gli inquirenti non hanno trovato alcuna corrispondenza, sull’intero territorio nazionale, con entrambi i nominativi. E’ quindi ipotizzabile che almeno in altre due occasioni sia stato utilizzato lo stesso metodo, ma a differenza di Labianca e Bellettieri, i due soggetti in questione sono riusciti in qualche modo a sfuggire all’identificazione.