Universo Salute, torna lo spetto ammortizzatori sociali

POTENZA- Non a caso striscioni e bandiere sono rimasti proprio lì dove erano stati collocati. E il senso di sfiducia dilaga sempre di più tra lavoratori e sindacati, che pur nel tentativo di mantenere fresca la memoria al governo lucano – lasciando sotto gli occhi i simboli della protesta – si vedono costretti a dover far valere ancora una volta le loro rivendicazioni. La vertenza Universo Salute è rimasta aperta, con lo spettro ammortizzatori sociali che si è materializzato visto che a partire da lunedì prossimo 26 operatori dell’ex Don Uva saranno ricollocati in Fis. Nessun passo in avanti è stato compiuto relativamente a quelli che erano stati gli accordi siglati il 24 settembre scorso nel corso di un incontro tra Regione, Azienda sanitaria di Potenza e organizzazioni sindacali, nell’ambito del quale, l’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone aveva assunto precisi impegni in risposta alle istanze sollevate dalla società Universo Salute, la cui risoluzione avrebbe rappresentato la condizione necessaria al reintegro dei lavoratori della Casa di cura ex Don Uva, finiti in cassa integrazione. Peccato però che quanto messo nero su bianco nel verbale di quell’incontro sia stato totalmente dimenticato dall’assessore Leone. Il ripasso dei contenuti del documento prodotto solo un mese e mezzo è stato richiesto dalle organizzazioni sindacali, che in una nota congiunta si dicono per niente soddisfatte della delibera di giunta emessa il 13 novembre scorso, la n.809.

Un presidio dei lavoratori Ex Don Uva di Potenza

Un atto che, a parere delle segreterie della Funzione pubblica di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fials e Fsi, riporterebbe le lancette dell’orologio al momento in cui è stato sottoscritto il verbale di incontro, senza che, nel frattempo, la Regione abbia tenuto fede agli impegni presi. I nodi da sciogliere, stando alle rivendicazioni della Universo Salute, sono la riclassificazione della storica struttura potentina e la conversione ad un regime giuridico ed economico appropriato al setting sanitario assistenziale dei pazienti in carico al Centro. Problema quest’ultimo a cui la società ha fatto fronte attraverso la corresponsione di una retta da parte degli assistiti, ma che se adeguata alle prestazioni per tipologia di paziente, tirerebbe in ballo il sistema sanitario regionale, chiamato a provvedere in termini economici. Il pagamento per intero della tariffa maggiorata era stato garantito dall’assessore Leone nel corso del confronto di settembre, ma anche su questo aspetto nell’ultima delibera emessa si ritorna al punto di partenza.

(maggiori approfondimenti nell’edizione di oggi de La Nuova del Sud)