Usura, cinque arresti a Melfi: nella rete degli strozzini anche due medici

MELFI – Prestavano denaro con tassi usurari che raggiungevano il 50% annuo e nel caso del mancato recupero minacciavano, anche di morte, le vittime: sono sette le persone, tutte di Melfi, coinvolte ”in un contesto criminale” fatto ”di violenza e capacità di intimidazione” e nei cui confronti il gip di Potenza ha emesso i provvedimenti cautelari. Le indagini della Polizia – coordinate dal pm della Dda del capoluogo lucano, Laura Triassi – hanno riguardato ”fatti di criminalità organizzata” e sono state ”difficoltose per lo spessore criminale degli usurai e per la non sempre completa collaborazione delle vittime, fortemente assoggettate e minacciate”. Tra le vittime del giro di prestiti a strozzo, vi sono anche due professionisti, un ginecologo e un dentista, un piccolo imprenditore edile e un operaio della zona industriale di Melfi. I prestiti andavano da poche migliaia di euro fino a raggiungere cifre molto più importanti, come nel caso del medico dell’ospedale, gravato di debiti complessivi per circa 800mila euro. In carcere sono finiti Antonio Ferrieri (imprenditore già coinvolto nella recente operazione sui presunti appalti truccati a Melfi) e Alessandro Patriziano. Ai domiciliari, invece, si trovano Vittorio Ferrieri (fratello di Antonio), Michele Patriziano e Romeo Chincoli. Obbligo di dimora, infine, per Santo Fabio Patriziano e Luigi Lomio (nipote dei fratelli Ferrieri).

 

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