Vaccini “vip”, in nove rischiano il processo: il 7 ottobre al via l’udienza preliminare

POTENZA – Prenderà il via il 7 ottobre, davanti al gup Lucio Setola, l’udienza preliminare del processo relativa all’inchiesta sui vaccini “vip” condotta dalla procura di Potenza. Sono nove le persone che rischiano di finire a processo, otto delle quali accusate di concorso in peculato in relazione alle cinque dosi di vaccino anti-Covid somministrate il 6 gennaio 2021 presso l’ex Don Uva di Potenza, la struttura residenziale per anziani e disabili attualmente gestita da Universo Salute che era stata individuata dall’Asp tra i primi punti vaccinali del capoluogo di regione. Tra gli indagati spicca il nome del vescovo della diocesi di Potenza, monsignor Salvatore Ligorio.

Secondo la procura l’alto prelato non “aveva nessuno dei requisiti per rientrare nelle cosiddette categorie target individuate dal ministero della Salute”. Per quanto riguarda la dose somministrata al vescovo concorrono nel reato, secondo l’accusa, Roberto Galante (in qualità di direttore amministrativo della struttura potentina) e il dottor Sergio Maria Molinari, in qualità di Direttore del Distretto Salute dell’Asp. C’è poi la figura di Angela Maria Sabia, al secolo suor Carla, nei confronti della quale l’iniziale accusa di concorso in peculato si è trasformata in quella di favoreggiamento: secondo l’accusa avrebbe aiutato monsignor Ligorio e Roberto Galante ad eludere le indagini. Dalle indagini è emerso come quello stesso pomeriggio almeno altre quattro persone avrebbero ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer senza averne i requisiti. Monsignor Ligorio risponde, infatti, di concorso in peculato (sempre insieme a Roberto Galante), anche in relazione alla dose Pfizer somministrata al sacerdote don Massimiliano Scavone. C’è poi un secondo filone d’inchiesta che riguarda i vertici di Universo Salute: a beneficiare di una dose di vaccino, infatti, fu anche il presidente del Cda della società, Giancarlo Pecoriello. In questo caso il concorso nel reato di peculato viene contestato anche al direttore sanitario dell’ex Don Uva, Rocco Maglietta, in qualità di incaricato di pubblico servizio. Altre due dosi di vaccino, infine, sarebbero state somministrate alla moglie e al figlio del presidente del Cda di Universo Salute, Rosa Corsano e Davide Antonio Pecoriello.