Veneto Banca, Consoli e gli ex vertici accusati di associazione a delinquere

POTENZA – Associazione a delinquere finalizzata alle truffe consumate ai danni di migliaia di clienti, spinti a sottoscrivere obbligazioni che poi venivano tramutate in azioni dal valore irrisorio.

E’ questa l’accusa formulata dalla procura di Treviso agli ex vertici di Veneto Banca, a partire dall’ex direttore generale Vincenzo Consoli. In totale sono sei gli indagati che rischiano il processo. I pm Massimo De Bortoli e Gabriella Cama hanno firmato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari: un paio di mesi fa sulle loro scrivanie erano arrivate anche le carte del filone lucano dell’inchiesta. La Cassazione, accogliendo il ricorso di Consoli, infatti, aveva dichiarato l’incompetenza territoriale della procura di Potenza, disponendo il trasferimento degli atti a Treviso, capoluogo della Marca dove aveva sede l’istituto di credito di Montebelluna. Ora, però, per un centinaio di risparmiatori lucani indicati tra le parti offese, ci sarà la possibilità di costituirsi come parte civile nel processo che con tutta probabilità andrà a scattare con la fissazione dell’udienza preliminare.

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di Fabrizio Di Vito