Vertenza Decò, salvo il futuro degli 80 lavoratori

POTENZA – Dopo settimane di proteste, sembra chiudersi positivamente la vertenza degli 80 lavoratori dei supermercati Decò chiusi a Potenza. In attesa che si faccia piena luce sulla loro ricollocazione, soprattutto che si comprendano i tempi del loro reimpiego, gli ex dipendenti Decò possono tirare un sospiro di sollievo. Ieri pomeriggio si è svolto un ulteriore incontro presso la Prefettura di Potenza, dopo la fumata nera dell’incontro avvenuto appena due settimane prima e che aveva fatto temere per il peggio. All’incontro hanno preso parte le società Inversion e Inversiondos, Conad Adriatico, il prefetto di Potenza, Michele Campanaro, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Michele Casino, il sindaco di Potenza, Mario Guarente, e le organizzazioni sindacali Confsal, con la federazione Filcom e Cgil, con la federazione Filcams. “L’incontro ha finalmente visto l’intesa tra le parti, dove è stato dichiarato che nessuno degli 80 lavoratori dei supermercati Decò chiusi, verrà lasciato a casa – dichiarano il segretario regionale Confsal, Gerardo De Grazia, e il segretario regionale Filcom Fismic, Donato Rosa – e questo ci porta ad esprimere una grande soddisfazione. Inversion, Inversiondos e Conad Adriatico, le società il cui contenzioso giuridico ha portato alla chiusura dei due supermercati, hanno raggiunto un accordo e certificato il mantenimento della posizione occupazionale per tutti i lavoratori. Anche la Filcams Cgil di Potenza ha espresso soddisfazione per l’esito dell’accordo. “Un grande risultato per il sindacato – ha detto il segretario generale della Filcams Cgil di Potenza, Michele Sannazzaro – che non si è mai arreso chiedendo fino alla fine la ricollocazione di tutti i lavoratori alle stesse condizioni economiche e retributive. Finalmente giunge a lieto fine una vertenza che ha tenuto con il fiato sospeso ottanta famiglie, che adesso possono sperare in un sereno Natale. Vigileremo – garantisce il segretario generale della Filcams Cgil di Potenza – finché gli accordi sottoscritti vengano rispettati e ci siano garanzie anche rispetto ai tempi di riapertura dei siti di vendita”.