Vitalizi, “restituiti” con gli arretrati. Vincono anche i “ribelli” lucani

POTENZA – Sono almeno una dozzina gli ex parlamentari lucani interessati dalla battaglia dei vitalizi e dal taglio sull’assegno deciso un anno fa da Montecitorio e poi esportato a Palazzo Madama.

La commissione del Senato ha deciso senza nemmeno aspettare la camera di consiglio convocata per il 20 febbraio. Gli ex senatori e deputati riavranno i loro assegni fino all’ultimo centesimo. La sentenza prevede il ripristino dei vitalizi come sempre stati: senza alcuna decurtazione imposta dal ricalcolo su base contributiva in vigore dal 1 gennaio 2019.

L’organo di “giustizia” interna di Palazzo Madama ha assestato un duro colpo alla battaglia anti-vitalizi. Che infatti adesso rischia di essere cancellata. Colpita dal taglio dei vitalizi anche al Senato, dopo che un analogo provvedimento aveva già avuto il via libera della Camera, la pattuglia lucana, i cui assegni mensili sono stati ricalcolati con il metodo contributivo (con una riduzione dell’importo stimata tra il 30 e il 50-60%) si è accodata ai ricorsi proposti dell’avvocato Paniz (c’è ci si è rivolto ad altri legali) per portare avanti un contenzioso lungo e complesso. Tra loro figurano: Tonio Boccia, Antonio Potenza, Gianpaolo D’Andrea, Nicola Savino, Vito Gruosso, la vedova di Antonio Luongo, Cosimo Latronico, Peppino Molinari, Pasquale Lamorte, Angelo Sanza e la vedova di Nicola Lapenta.

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di Celestino Benedetto