POTENZA – L’illegittima interruzione della barriera di sicurezza per agevolare l’accesso ad alcune proprietà private e il mancato intervento di rimozione del ghiaccio dalla sede stradale.

Sarebbero state queste, secondo il pm Emiliana Busto, le concause del tragico incidente stradale costato la vita il 3 gennaio dello scorso anno alla dottoressa Pompea Allegretti (58 anni, originaria di Brindisi di Montagna ma all’epoca in servizio come Guardia Medica a Filiano) e al figlio 20enne Salvatore Raimondi che si trovava alla guida della Fiat Sedici finita fuori strada lungo la tangenziale Nord di Potenza, la bretella che collega Piani del Mattino alla Potenza-Melfi. Il giovane stava accompagnando la madre al lavoro, quando improvvisamente aveva perso il controllo dell’auto che era finita fuori strada a qualche decina di metri di distanza. Nello stesso punto anche un furgone e una Lancia Y avevano sbandato, sempre a causa del ghiaccio. Per quel tragico incidente undici persone tra tecnici, amministratori e dirigenti rischiano di finire a processo con l’accusa principale di concorso in omicidio stradale. Nei giorni scorsi al via l’udienza preliminare che riprenderà il prossimo 24 gennaio.
(Maggiori approfondimenti sull’edizione cartacea e digitale de “La Nuova del Sud”)

