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Il 12 tavolo al Mimit

CallMat, rinviato il vertice in Regione: in ballo 350 posti di lavoro

Tim promette commesse fino al 2027, ma i sindacati chiedono garanzie. Il 10 novembre il confronto a Potenza, l'11 scatta lo sciopero nazionale dei call center

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Primo Piano
CallMat, rinviato il vertice in Regione: in ballo 350 posti di lavoro
MATERA -  Slitta al 10 novembre, alle 17.30, il tavolo regionale sulla vertenza CallMat di Matera. L'incontro convocato dal presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, servirà a fare chiarezza sulle prospettive occupazionali dello stabilimento, dove sono a rischio 350 posti di lavoro. Al centro della discussione gli impegni assunti da Tim, committente del call center materano, che dopo le interlocuzioni con il ministro Adolfo Urso ha prospettato un volume di attività sufficiente a garantire la continuità lavorativa fino alla prima metà del 2027. I sindacati, però, chiedono che alle promesse seguano impegni precisi, tempi certi e garanzie verificabili per tutti i lavoratori.
ù«Non bastano aperture o prospettive ancora da definire», sottolineano le organizzazioni sindacali. La vertenza si inserisce nella crisi nazionale del settore Crm e call center. Per l'11 novembre è stato proclamato uno sciopero per l'intero turno, con un presidio a Roma davanti al Mimit e iniziative territoriali, tra cui una manifestazione a Matera davanti alla Prefettura. Il giorno successivo, 12 novembre, è previsto il tavolo nazionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per i segretari regionali Anna Russelli (Slc-Cgil), Vincenzo Piccinni (Fistel-Cisl), Giovanni Letterelli (Uilfpc-Uil) e Pino Giordano (Ugl Telecomunicazioni) il confronto regionale dovrà produrre risposte concrete: l'obiettivo resta uno solo, scongiurare i licenziamenti, salvaguardare lo stabilimento materano e garantire un futuro occupazionale ai 350 lavoratori coinvolti.


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