MATERA - Un accordo tra Azienda sanitaria di Matera e l'Irccs Crob di Rionero alla base della riapertura del servizio di Chirurgia senologica all'ospedale Madonna delle Grazie di Matera. L’intesa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, il direttore generale dell’Asm, Maurizio Friolo, il dg del Crob, Massimo Defino,, e il direttore della Breast Unit di Rionero, il chirurgo Alexios Thodas. L’accordo - come si legge nella nota dell'Asm - già approvato dal Ministero della Salute, punta a garantire alle pazienti del territorio materano un percorso di cura integrato, qualificato e vicino ai luoghi di residenza, mettendo in sinergia le competenze e le professionalità delle due strutture sanitarie. Il Madonna delle Grazie continuerà a occuparsi di screening, diagnosi precoce, controlli e terapie orali. Tutti gli interventi chirurgici saranno eseguiti direttamente all’ospedale di Matera, grazie alla collaborazione tra le varie unità operative come Chirurgia e Rianimazione con gli specialisti del Crob. Pertanto, tutto il percorso di cura, dalla presa in carico delle pazienti fino alla dimissione e ai controlli nel tempo saranno svolti al Madonna delle Grazie.I primi due interventi di chirurgia senologica sono programmati già per giovedì 5 novembre all’ospedale di Matera. Una novità significativa rispetto al passato riguarda l'ampliamento dell'offerta chirurgica con la possibilità di effettuare anche interventi di chirurgia plastica ricostruttiva dopo l'asportazione del tumore. La collaborazione sarà supportata anche da sistemi di teleconsulto e specifici applicativi informatici che il Centro oncologico di Rionero installerà direttamente sulle postazioni informatiche dell’ospedale di Matera, favorendo il confronto tra gli specialisti e la condivisione delle decisioni terapeutiche.
FRIOLO- “La riattivazione della Chirurgia Senologica a Matera – dichiara Friolo- rappresenta un risultato importante per la nostra Azienda e, soprattutto, per le donne del territorio. Abbiamo lavorato per costruire un modello organizzativo che consenta alle pazienti di affrontare l'intero percorso di cura vicino alla propria residenza”.
LATRONICO- Soddisfazione dall'assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico. "L’accordo approvato dal ministero della Salute, tra Matera e il Crob, - dice l'assessore- saprà offrire cure di altissima qualità non solo al territorio materano, ma anche alle aree e ai territori limitrofi. È un provvedimento strutturato per azzerare le distanze e ridurre la migrazione sanitaria delle pazienti lucane, potenziando la rete oncologica regionale anche attraverso l’utilizzo di moderni sistemi di teleconsulto informatico”.
IL COMITATO CITTADINO - Meno soddisfatte le pazienti del Comitato cittadino per la Chirurgia senologica di Matera, dopo un anno di chiusura del servizio. "Non è certamente un compleanno da festeggiare - dicono le pazienti - come non è da festeggiare l’accordo fra l’Asm e il Crob che prevede la riapertura della sala operatoria del nostro ospedale per le pazienti colpite da carcinoma mammario. Questa è la soluzione trovata dall’Azienda ospedaliera e dall’Assessorato alla Sanità per rispondere al movimento spontaneo di alcune pazienti che sono riuscite a raccogliere ben 14.000 firme per contrastare la chiusura della Chirurgia Senologica. Una risposta che, ribadiamo, non ci soddisfa e crediamo che non dovrebbe soddisfare nemmeno i cittadini di Matera e del suo territorio. La delusione per le nostre aspettative è data dal fatto che l’Unità di Chirurgica Senologica non viene riaperta. Infatti, l’accordo, che tra l’altro contempla la durata di un solo anno, prevede esclusivamente che l’equipe dei sanitari del Crob venga a Matera ad operare, prendendo in carico gli interventi non al nostro ospedale ma al Crob stesso, per cui, qui da noi, non si raggiungerà mai il numero previsto dalla normativa vigente per avere una Breast unit dedicata alla Chirurgia Senologica. Il nostro ospedale sarà un semplice luogo ospitante che, invece di essere rafforzato, risulterà nuovamente depotenziato. Purtroppo, questo è uno scenario già visto e che ci ha già privato di altri reparti e servizi. Nell’anno appena trascorso, senza ricevere riscontro, abbiamo ripetutamente chiesto un incontro con l’Assessorato alla Sanità e i vertici dell’Asm per partecipare alle fasi decisionali relative alla questione e non per essere solo destinatarie di un comunicato circa l’esito di un iter già concluso". "Si tratta- concludono - di una misura tampone, un placebo, che ribadisce la logica di privilegiare un territorio a discapito di un altro".