Inchiesta sul San Barbato, Liseno torna ai domiciliari
Dopo 5 mesi di libertà, nuova misura cautelare per l’imprenditore di Lavello, per la Procura avrebbe continuato a influenzare la società sotto amministrazione giudiziaria
LAVELLO - A cinque mesi dal ritorno in libertà, nuova misura cautelare per l'imprenditore di Lavello Antonio Liseno, imputato nel processo sul presunto riciclaggio dei proventi illeciti della mala cerignolana attraverso lo “schermo” del resort San Barbato e un giro vorticoso di fatture per operazioni inesistenti con la presunta connivenza di imprenditori amici.
L'operazione della Guardia di Finanza
Liseno è finito ai domiciliari con il braccialetto elettronico con l'accusa di aver continuato a condizionare l'operato della società che era stata sottoposta ad amministrazione giudiziaria nell'ambito delle prime indagini per comprometterne l'attività economica e la regolare gestione. Gli accertamenti investigativi in corso- si legge nella nota diffusa dalla procura di Potenza- riguardano possibili condotte corruttive connesse a nuove iniziative imprenditoriali riconducibili a soggetti inseriti nello stesso contesto economico di Liseno.
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