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Prima campanella

Basilicata, si torna a scuola tra alunni in calo e caro libri

Rientro in classe con tanti problemi per i ragazzi e le famiglie lucane, ma anche per i docenti tra cui molti precari. Meno duemila gli studenti in regione

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Redazione
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Primo Piano
Basilicata, si torna a scuola tra alunni in calo e caro libri
POTENZA – Da oggi il suono della prima campanella, ma nelle scuole lucane ci sarà qualche banco vuoto in più. Sono 63.595 gli studenti iscritti all’anno scolastico 2026/2027, con una perdita di 1.839 alunni rispetto allo scorso anno. È l’ennesimo effetto della crisi demografica che da anni riduce la popolazione scolastica regionale e che ormai non rappresenta più una previsione per il futuro, ma una realtà visibile ogni settembre nelle classi, negli organici e nella stessa organizzazione della rete scolastica. La scuola lucana riparte dunque con meno studenti, ma senza nuovi tagli alla rete delle autonomie. Per il 2026/2027 sono confermate tutte le 83 sedi di dirigenza scolastica, 56 nel Potentino e 27 nel Materano. Nessun accorpamento e nessuna soppressione, almeno per quest’anno. Una scelta particolarmente significativa in una regione dove la scuola, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne, non è soltanto un luogo di formazione, ma uno dei pochi presidi pubblici rimasti. Il dato demografico, però, continua a presentare il conto.
QUASI DUEMILA ALUNNI IN MENO - La perdita di 1.839 studenti in un solo anno fotografa una tendenza ormai strutturale. Il calo interessa tutti i livelli dell’istruzione e rende sempre più difficile mantenere invariata una rete pensata per una popolazione scolastica più numerosa. Nella scuola dell’infanzia gli iscritti sono 8.443, 528 in meno rispetto all’anno precedente, distribuiti in 499 sezioni. Nel Potentino sono 5.172, nel Materano 3.271.La scuola primaria conta invece 18.430 alunni in 1.218 classi: 11.577 nel Potentino e 6.853 nel Materano. Alla secondaria di primo grado gli iscritti sono 12.022, distribuiti in 744 classi. Alle superiori, infine, gli studenti sono 24.700, in 1.503 classi. È proprio questo segmento a raccontare anche le scelte delle famiglie e dei ragazzi sul futuro scolastico e professionale. Complessivamente le classi saranno 3.964, appena 27 in meno rispetto alle 3.991 dell’anno precedente. La riduzione degli studenti, dunque, non si traduce automaticamente in una contrazione proporzionale delle classi. Ma la tendenza demografica rende inevitabile interrogarsi sulla sostenibilità futura dell’intero sistema. Sono 10.169 i docenti in servizio, 6.528 nel Potentino e 3.641 nel Materano, mentre il personale Ata è composto da 2.730 unità. Gli alunni con disabilità sono 2.479, un dato che richiama direttamente la necessità di garantire continuità, qualità dell’inclusione e adeguate risorse di sostegno.
DOCENTI: IL PRECARIATO  NON SI ARRENDE - C’è poi l’altra grande contraddizione con cui la scuola riparte. Da una parte diminuiscono gli studenti, dall’altra il sistema continua a fare affidamento su una quantità enorme di supplenze. Le nomine sono state completate prima dell’avvio delle lezioni, garantendo una maggiore regolarità organizzativa rispetto al passato. Ma per coprire l’intero fabbisogno sono già previsti circa 118 mila contratti di supplenza a livello nazionale, mentre il quadro definitivo sarà completato nei prossimi mesi, anche attraverso le assegnazioni dei posti in deroga sul sostegno. Le immissioni in ruolo sono state 37.430, a fronte di 46.642 posti autorizzati. Rimangono quindi migliaia di posti che, pur essendo disponibili per la stabilizzazione, non sono stati trasformati in assunzioni definitive. Una contraddizione che continua a riproporsi: da una parte posti vacanti e dall’altra migliaia di docenti precari che ogni anno attendono una soluzione stabile.
IL CARO-SCUOLA ARRIVA FINO A 1.479 EURO -A pesare sul ritorno in classe anche il conto che arriva alle famiglie. Secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2026 il costo del materiale scolastico registra un aumento medio del 2,3 per cento rispetto allo scorso anno. Tra zaini, astucci, quaderni, penne, colori e materiali necessari durante l’intero anno, la spesa media arriva a 673,60 euro per studente, considerando l’acquisto di tutto nuovo. Poi arrivano i libri. Per i testi obbligatori e due dizionari la spesa media è stimata in 545,66 euro, con un incremento dell’1,6 per cento rispetto al 2025.Per una famiglia il conto diventa particolarmente pesante quando il figlio affronta il passaggio a un nuovo ciclo. Per chi entra in prima media, libri e due dizionari costano mediamente 561,61 euro. Sommando il materiale scolastico, il conto raggiunge 1.235,21 euro. Ancora più elevato il costo per chi inizia la prima superiore: 805,15 euro per libri e quattro dizionari, ai quali vanno aggiunti i 673,60 euro del corredo. Totale: 1.478,75 euro. Quasi 1.500 euro per un solo studente, una cifra che può diventare particolarmente difficile da sostenere per le famiglie con più figli. Il ricorso ai libri usati rappresenta una delle poche possibilità di contenimento della spesa: secondo Federconsumatori consente di risparmiare oltre il 29 per cento rispetto all’acquisto dei testi nuovi.

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