Inflazione, la Basilicata è la regione meno cara d’Italia
La nostra regione segna un +2,3%, che si traduce in 516 euro di uscite in più per le famiglie. L'analisi dell'Unione Italiana Consumatori su dati Istat
POTENZA- La Basilicata è la regione meno cara d’Italia. A certificarlo è l’Istat che ha reso noti i dati territoriali dell’inflazione di luglio, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la tradizionale classifica delle regioni e città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.
Per quanto riguarda le regioni, dunque, quella che più risente dell’aumento dell’inflazione è il Lazio, con un +3,1%, che si traduce in 848 euro in più di spesa per le famiglie laziali. A seguire la Lombardia (+2,8%, +819 euro) e il Trentino (+2,7% e +799 euro). A essere la più virtuosa è invece proprio la Basilicata, che fa registrare “solo” un +2,3%, che si traduce in 516 euro di uscite in più dal bilancio delle famiglie lucane.
Guardando invece alle città, ad aggiucarsi il titolo di “più cara d’Italia”, è Ferrara che a luglio fa registrare un’inflazione tendenziale al 3,6%. E, pur essendo solo la 4° più alta d’Italia, ha la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1.042 euro per una famiglia media. Segue Mantova, che con un’inflazione del 3,4% rispetto a luglio 2025, ha un incremento di spesa pari a 967 euro a famiglia. Mentre Sul gradino più basso del podio c’è Como che con +3,2% ha una spesa supplementare pari a 959 euro per una famiglia tipo. Appena fuori dal podio Roma che con +3,2% registra una batosta pari a 915 euro. A influire su questa classifica hanno sicuramente contribuito anche le speculazioni sulle vacanze. Infatti, osservando la classifica dei Servizi di alloggio (ossia alberghi e motel, pensioni, villaggi vacanze, campeggi e ostelli della gioventù) più rincarati, vince sempre Ferrara con un balzo astronomico del 23,5% sulla scorsa estate. Al 2° posto si colloca Mantova, dove i prezzi di alberghi e pensioni decollano del 15,6% su luglio 2025. Medaglia di bronzo per Modena con +11,6%, mentre Como è al 6° posto con +10,9%.
Tornando alla classifica generale, relativa alla spesa complessiva, in quinta posizione Siracusa che, con la 2° inflazione più elevata del Paese, +3,9%, ha una maggior spesa annua di 901 euro. Seguono Verona (+3,2%, +899 euro), Pistoia (+3,1%, +872 euro), all’ottavo posto Pavia (+2,9%, +869 euro), poi Udine (+3,1%, +868 euro). Chiude la top ten, Bolzano, insolitamente ultima (+2,8% e +851 euro).
L’inflazione più alta d’Italia, pari a +4%, a Reggio Calabria, in 16° posizione in termini di spesa aggiuntiva con +820 euro. Sull’altro fronte della classifica, la Medaglia d’oro come città più risparmiosa va ancora una volta a Brindisi, dove con +2,2% si ha un aggravio annuo di “appena” 421 euro. Al secondo posto Benevento (+2,1%, +460 euro). Medaglia di bronzo per Lucca che, grazie all’inflazione più bassa d’Italia, +1,8%, resa possibile anche dal record del crollo dei prezzi dei Servizi alberghieri, -15,3% rispetto alla scorsa estate, registra un incremento di spesa di 506 euro. Bene anche la lucana Potenza con +2,3% e 532 euro in più di spesa.
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