POTENZA - L’impianto di Melfi torna al centro della strategia industriale di Stellantis. È il messaggio più importante per la Basilicata emerso dall’incontro di Roma tra il responsabile Europa di Stellantis, Emanuele Cappellano, e le organizzazioni sindacali, convocato per illustrare i dettagli del nuovo piano industriale del gruppo automobilistico. Per lo stabilimento lucano arriva una conferma attesa da mesi: Melfi sarà uno dei poli produttivi italiani destinati alle vetture di fascia medio-alta e di lusso, insieme a Cassino e Modena. Una scelta che rafforza il ruolo strategico del sito lucano nel processo di trasformazione industriale avviato dal gruppo. «Ogni sito avrà un ruolo preciso nella nostra visione industriale: dall’elettrico accessibile a Pomigliano, ai veicoli commerciali ad Atessa, all’innovazione industriale di Mirafiori, fino allo sviluppo del premium e del lusso tra Modena, Melfi e Cassino», ha spiegato Cappellano ai rappresentanti dei lavoratori.
Per la Basilicata si tratta di un segnale importante in una fase ancora caratterizzata da incertezze sui volumi produttivi e sull’occupazione dell’indotto. Il manager ha infatti ribadito che Stellantis non intende chiudere alcuno stabilimento italiano e che il nuovo piano punta a consolidare la presenza industriale nel Paese attraverso investimenti, innovazione e valorizzazione delle competenze. «Prevediamo nuovi modelli, investimenti per l’innovazione, il coinvolgimento di tutti i brand italiani e, elemento fondamentale, nessuna chiusura di stabilimenti», ha sottolineato il responsabile europeo del gruppo.
Nel dettaglio, il nuovo assetto produttivo assegna a Mirafiori e Pomigliano il ruolo di hub delle auto piccole, ad Atessa quello dei veicoli commerciali leggeri, mentre Melfi, Cassino e Modena saranno i riferimenti per la produzione premium e luxury. Tra gli impegni richiamati da Cappellano figura anche il lancio della nuova Alfa Romeo destinata a Melfi, considerata uno dei tasselli fondamentali del rilancio produttivo del sito lucano. Secondo il manager, gli impegni contenuti nel Piano Italia presentato al Governo alla fine del 2024 non solo sono stati rispettati ma, in diversi casi, superati dal nuovo programma industriale. «I nostri impegni sull’Italia sono concreti, strutturali e orientati al lungo periodo: innovazione, occupazione e valorizzazione delle competenze sono i pilastri su cui stiamo costruendo una nuova fase di crescita», ha affermato.
Cappellano ha inoltre evidenziato alcuni segnali positivi provenienti dal mercato italiano, con un incremento della domanda, una crescita delle quote di mercato e una riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali in diversi stabilimenti del gruppo. Tuttavia, ha ricordato che le sfide della transizione automobilistica non sono ancora superate e che sarà necessario un quadro normativo europeo più favorevole alla competitività dell’industria. Ma a Melfi l’attenzione resta concentrata soprattutto sull’occupazione. L’attuale Contratto di Solidarietà per i lavoratori dello stabilimento lucano scadrà il prossimo 26 giugno e tra operai e sindacati cresce la preoccupazione per il futuro. Il timore diffuso è che, in assenza di certezze sui volumi produttivi e sulle tempistiche di avvio dei nuovi modelli, l’attuale utilizzo degli ammortizzatori sociali possa trasformarsi in una situazione strutturale con possibili ricadute occupazionali. A preoccupare è anche la continua riduzione degli organici. Stellantis ha infatti avviato una nuova procedura di uscite incentivate volontarie che interesserà altri 425 lavoratori entro la fine dell’anno. Un numero che si aggiunge agli oltre 500 addetti usciti dalla fabbrica nel corso dell’ultimo anno, alimentando il timore di un progressivo ridimensionamento della forza lavoro in attesa della piena operatività dei nuovi programmi industriali.
Sul fronte istituzionale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al Forum in Masseria di Manduria, ha rilanciato un messaggio di fiducia sul futuro del comparto automobilistico nazionale. Secondo il ministro, il Piano Italia concordato con Stellantis sta producendo risultati e non sono previste chiusure di stabilimenti né licenziamenti collettivi nel nostro Paese, a differenza di quanto avviene in altri contesti europei. «La produzione di auto in Italia ha ripreso a crescere», ha ribadito Urso. Resta però aperta la questione dell’indotto, particolarmente rilevante in Basilicata. Diverse aziende della logistica e della componentistica collegate al sito di Melfi, tra cui Trasnova, Logitech e Teknoservice, continuano infatti a fare affidamento sulle proroghe degli ammortizzatori sociali per mantenere i livelli occupazionali. Le prospettive di rilancio del polo lucano sono legate soprattutto ai nuovi modelli sviluppati sulla piattaforma STLA Medium. Da giugno è previsto l’avvio produttivo del Suv premium DS7, che andrà ad affiancare la DS8 e la nuova Lancia Gamma. Ma la vera svolta potrebbe arrivare con l’assegnazione del quinto modello multi-energia annunciato dai vertici del gruppo, indicato da più parti come la futura seconda generazione dell’Alfa Romeo Tonale. È su questo terreno che si concentrano oggi le richieste delle organizzazioni sindacali, che chiedono a Cappellano garanzie precise sui livelli occupazionali e sui tempi di attuazione del piano. Un confronto destinato a proseguire nei prossimi giorni, quando il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, sarà ascoltato dal Parlamento per chiarire le prospettive industriali del gruppo e confermare se l’Italia, con Melfi tra i suoi stabilimenti strategici, resterà davvero al centro delle future strategie europee e globali del costruttore automobilistico.
“Accogliamo positivamente le conferme arrivate. Si tratta di un segnale importante che rafforza le prospettive industriali del sito lucano e conferma la strategicità dello stabilimento nel piano produttivo del Gruppo. Allo stesso tempo resta fondamentale mantenere alta l’attenzione sull’indotto, che continua a vivere una fase di forte difficoltà e che deve essere parte integrante del percorso di rilancio dell’intero settore automotive. La salvaguardia dell’occupazione non può riguardare soltanto gli stabilimenti diretti, ma deve estendersi alle tante aziende e ai migliaia di lavoratori che compongono la filiera produttiva del territorio”. E’ il commento della il Basilicata. “Per garantire il futuro produttivo di Melfi occorre inoltre valorizzare l’intera filiera italiana dell’automotive. Servono motorizzazioni adeguate alle esigenze del mercato e capaci di sostenere concretamente la vendita delle nuove vetture. Tuttavia, oggi è necessario fare un passo ulteriore: non basta produrre automobili di qualità, occorre anche creare le condizioni affinché possano essere acquistate dai cittadini”.
Dall’incontro - commenta la Fil Cisl - arrivano passi in avanti e conferme importanti per lo stabilimento di Melfi. La conferma dei quattro modelli già assegnati e l’arrivo entro il 2028 del nuovo C-SUV Alfa Romeo rappresentano un segnale positivo che rafforza il ruolo strategico del sito lucano nel piano industriale del Gruppo. Accogliamo con favore anche l’impegno ribadito dall’azienda a mantenere e rafforzare la presenza produttiva in Italia, senza chiusure di stabilimenti e con investimenti significativi in ricerca e sviluppo. Tuttavia, le assegnazioni produttive da sole non bastano. Per garantire il futuro di Melfi e dell’intero comparto automotive lucano occorrono volumi produttivi adeguati, tempi certi di realizzazione dei programmi annunciati e ricadute concrete sull’occupazione, sia all’interno dello stabilimento Stellantis sia nell’indotto”.