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L'appello del marito e dei familiari di Marianna Lapadula

"Non cerchiamo colpevoli a ogni costo, ma chiediamo la verità"

Giovane mamma morta dopo il parto, per gli esiti dell’autopsia bisognerà attendere novanta giorni. Da lì partirà ogni ulteriore passaggio da parte della procura di Potenza

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Fabrizio Di Vito
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Primo Piano
"Non cerchiamo colpevoli a ogni costo, ma chiediamo la verità"
Marianna Lapadula
POTENZA - “Non cerchiamo colpevoli a ogni costo ma chiediamo che venga fatto tutto il necessario per ricostruire quanto accaduto durante quelle ore drammatiche e se la morte di Marianna poteva essere evitata”. Questo l’appello lanciato dal marito e dai familiari di Marianna Lapadula, la giovane mamma di Rionero in Vulture che otto giorni fa ha perso la vita all’ospedale di Melfi, poco dopo aver dato alla luce con parto cesareo il suo secondo figlio. I funerali della 22enne si sono svolti venerdì pomeriggio in una gremita chiesa Madre, con il sindaco di Rionero, Mario Di Nitto che aveva proclamato il lutto cittadino per interpretare il sentimento di profondo cordoglio dell’intera comunità di fronte ad una tragedia immane che attende ancora tante risposte. Marianna ha lasciato il marito Simone e i due figli, ancora increduli, così come i genitori della ragazza, di fronte a una perdita improvvisa e devastante. Sul fronte delle indagini, al momento lo ricordiamo la procura di Potenza indaga contro ignoti, il primo passo fondamentale è legato all’esito dell’autopsia effettuata nei giorni scorsi. Il pubblico ministero Giacomo Esposito, titolare del fascicolo, ha chiesto al medico legale Giovanni Zotti di accertare in primis la causa del decesso e di verificare se siano ravvisabili eventuali responsabilità legate a condotte omissive o all’applicazione del corretto percorso diagnostico e terapeutico e se un diverso intervento medico avrebbe potuto impedire il verificarsi dell’evento. La relazione tecnica sarà consegnata entro i prossimi novanta giorni e da lì, a seconda dello scenario che emergerà, scaturirà ogni ulteriore passaggio investigativo da parte degli inquirenti. Il marito di Marianna si è affidato all’avvocato Daniele D’Elia e allo Studio 3A-Valore, nominando un consulente di parte, il dottor Andrea Molino che nei giorni scorsi ha preso parte a tutte le attività peritali. “Vogliamo conoscere la verità, qualunque essa sia – conclude la nota dei familiari della 22enne – affinché una tragedia tanto sconvolgente trovi risposte certe e venga fatta piena giustizia nel rispetto della memoria di Marianna e dei diritti di chi le voleva bene”. A stroncare la giovane mamma, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata un’embolia, ma soltanto l’esame autoptico potrà dare certezze. E qualora venisse confermata l’ipotesi iniziale, bisognerà comunque andare a capire da cosa possa essere stata provocata. Ma anche su questo sarà dirimente l’esito dell’esame autoptico. Lunedì 22 giugno tutto era cambiato in pochi attimi. Dalla gioia per la nascita di Felice al dramma per l’addio alla sua giovanissima mamma. Marianna si era sentita male poco dopo il parto e a nulla erano valsi i tentativi di rianimazione messi in campo dall’equipe multidisciplinare presente in quel momento in reparto. Ora c’è una famiglia, insieme ad un’intera comunità, ad attendere le prime risposte, le prime certezze. Si attendono, infine, anche gli esiti dell’indagine interna disposta dall’azienda ospedaliera San Carlo.

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