POTENZA - Tre boati. Potentissimi. Il Viviani diventa una bolgia infernale nonostante la temperatura vicina allo zero. Il Potenza si prende il primo atto della doppia sfida di finale di Coppa Italia con una partita perfetta. Anzi no. Quasi perfetta. Perché dopo i tre gol firmati Murano, Schimmenti e Petrungaro, il Latina si rimette in carreggiata con Sylla che rovina, in parte, la festa del Viviani e mantiene aperta la lotta per il trofeo. Che si deciderà nella gara di ritorno, il 1° aprile, al Francioni, ultimo atto della competizione della Coccarda. Ma quel che resta dei 90 minuti di ieri è una prestazione da leccarsi i baffi, ma soprattutto una cornice indimenticabile: 5000 persone, un’adrenalina accumulata per giorni e scaricata all’interno di un Viviani magico, assordante, trascinante. Il 3-1 con cui si chiude il primo atto della finale regala sensazioni fortissime, ma anche la consapevolezza che al ritorno non bisognerà mollare un millimetro al cospetto di un Latina che, seppur surclassato nel gioco e nell’intensità, non ha mai smesso di lottare, mantenendosi aggrappato alla doppia sfida. Un particolare che dà ancor più valore alla vittoria del Potenza. Bello da impazzire. Come fa da due anni a questa parte con De Giorgio in sella.
SCELTE- Rossoblù al gran completo se si eccettua la defaillance di Loiacono, laziali senza Calalbrese ed Ercolano (squalificati) e Riccardi infortunato.
CRONACA - La gara si gioca a ritmi vertiginosi sin dai primi istanti. Il Latina si affaccia subito dalle parti di Cucchietti con Riggio e Kirwan che salvano su Cioffi, mentre il Potenza è letale nelle transizioni. Quella del 5’ è da manuale, D’Auria difende la sfera sulla pressione di Dutu, innesca Castorani che fa viaggiare Rocchetti sulla fascia sinistra. Il cross sporcato da Tomaselli diventa un assist perfetto per Murano che da due passi sblocca subito la partita. Il Viviani impazzisce di gioia, per il Samurai è il secondo gol in maglia rossoblù, il quarto nella competizione (compresi due col Crotone) che lo incoronano re di Coppa.
La gara resta godibilissima, il Latina più fisico nei contrasti, Potenza più manovriero e ficcante nelle ripartenze.
Il secondo gol, al 32’, è un capolavoro di ermetismo: recupero palla di Felippe che poi trova un corridoio visionario per l’inserimento di Schimmenti. L’esterno siciliano brucia in velocità Pace e Marenco ed è chirurgico nell’esecuzione. Palla sul secondo palo imprendibile. Potenza avanti di due gol, mentre il pubblico non crede ai propri occhi. Si va al riposo con un rassicurante doppio vantaggio. Ma De Giorgio chiede ai suoi di partire forte anche nella ripresa, e il Latina si fa trovare impreparato. I padroni di casa invadono la metà campo ospite e trovano immediatamente l’episodio decisivo: tiro di D’Auria, Marenco colpisce col braccio fuori sagoma. Calcio di rigore. Dal dischetto un Felippe sontuoso spiazza Mastrantonio e porta il Potenza sul 3-0 al 50’. E’ una gara da sogno per i lucani che al 55’ sfiorano il poker su incursione di Kirwan su corner di D’Auria e pallone che esce fuori di un soffio. Al 72’ altra bella azione tutta in verticale, assist di Schimmenti, ancora per Felippe che di destro non angola abbastanza per sorprendere l’estremo difensore della squadra laziale. Sul capovolgimento di fronte, però, il Potenza rischia tantissimo: cross di Pace, sponda di Sylla subentrato a Parigi, e sventola di Cioffi che scheggia la traversa. Segnali di risveglio del Latina che all’86’ trova il gol che riapre la doppia sfida: punizione dalla trequarti di Scravaglieri, Siatounis scivola, Sylla di testa fa valere i suoi centimetri per trovare la via della rete per il 3-1. Finale tesissimo. Cioffi viene espulso nell’occasione della rete del Latina dopo uno scontro con Cucchietti. Si arriva alla fine delle ostilità dove la tensione è talmente alta da portare all’espulsione di Adjapong. Un rosso evitabile, ma alla fine è bellissima la festa della squadra che viene abbracciata idealmente da un Viviani che cancella il freddo e rende omaggio all’undici di De Giorgio. Bello come ai bei tempi, e riportato dopo i problemi fisici di dicembre e gennaio, al top della condizione nel momento che conta. Il 3-1 è un tesoretto importantissimo in vista del ritorno e la partita è stata di così alto livello che il +2 è visto quasi come un rimpianto. Ma va benissimo così. Ora riparte un’attesa lunghissima. Con la “sveglia” fissata sul 1° aprile.