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Pepe apre, Bardi frena

Autonomia differenziata: Basilicata pedina di Salvini

La Lega arruola la Regione nella sua strategia autonomista, ma il governatore smentisce. Sul tavolo energia, sanità e servizi: il confronto in Consiglio regionale è ancora tutto da giocare

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Celestino Benedetto
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Primo Piano
Autonomia differenziata: Basilicata pedina di Salvini
POTENZA - La Lega cerca alleati anche al Sud per portare avanti la sua riforma più divisiva - quella sull’Autonomia differenziata- e la Basilicata rischia di diventare una delle pedine di questa operazione politica. In attesa di capire come proseguirà il disegno di legge in Parlamento chiamato a rimediare alla sentenza del 2024con cui la Consulta ha stoppato alla “riforma bandiera” della Lega - Matteo Salvini, intervenendo al Consiglio federale del partito, ha rilanciato la strategia autonomista citando espressa-mente Pasquale Pepe, coordinatore regionale della Lega e vicepresidente del-la giunta regionale. “Autonomia e federalismo non sono solo battaglie del Nord”, ha dichiarato il leader leghista, sottolineando che anche alcune Regioni del Centro e del Sud stanno avviando percorsi su specifiche competenze. Un messaggio politico chiaro: trasformare l’autonomia differenziata da storica rivendicazione settentrionale in un progetto nazionale, coinvolgendo anche le amministrazioni meridionali. Ma perché la Basilicata dovrebbe aderire a una riforma che rischia di accentuare proprio le disuguaglianze territoriali che penalizzano il Mezzogiorno? A ricostruire la posi-zione lucana è stato anche il Fatto Quotidiano, che nell’edizione di ieri, ha riportato le dichiarazioni di Pepe dopo le parole pro-nunciate dal ministro Calderoli in Commissione Affari Costituzionali al Senato. Il vicepresidente della giunta ha indicato nell’energia la prima priorità del per-corso autonomista, con l’obiettivo di valorizzare le risorse regionali e sostenere famiglie e imprese. Una prospettiva che apre inter-rogativi importanti.
La gestione delle risorse energetiche è certamente strategica per la Basilicata, ma non può diventare il pretesto per aderire a un progetto più ampio senza averne valutato tutte le conseguenze. L’autonomia differenziata, infatti - è il tema dei contrari - non riguarda soltanto l’energia, ma investe settori fonda-mentali come sanità, istruzione, trasporti e servizi pubblici, con il rischio di ampliare le distanze tra  territori già caratterizzati da profonde disparità. C’è poi una questione squisitamente politica: la Regione- e il presidente Bardi - non ha ancora definito le proprie valutazioni né chiarito formalmente quali competenze intenda richiedere. Le dichiarazioni di Pepe, per quanto significative, non possono sostituire un confronto pubblico e una decisione condivisa. Di più. A smentire ogni atto formale- e quindi anche la “fuga in avanti” del vicepresidente- è direttamente il governatore. “Vengono attribuite al governo lucano istanze o richieste che in realtà non sono mai state formulate. Non è stato chiesto nulla a Palazzo Chigi. La Regione Basilicata - spiega Bardi - muove i suoi passi nel solco delle procedure istituzionali e della massima trasparenza: l’autonomia differenziata si sviluppa rigorosamente all’interno di un quadro di garanzie, senza sottrazione di risorse e nel pieno rispetto del di-battito con il territorio. La questione è valutare nel merito le singole materie e le opportunità che ne possono derivare, dall’energia alle risorse idriche, con un unico criterio: garantire il massimo beneficio alla Basilicata e ai lucani. Allo stato attuale – ribadisce il governatore lucano – non è stata avanzata alcuna richiesta formale.
Quando e se si arriverà a questo passaggio – conclude Bardi –sarà fatto nella massima trasparenza e nel pieno coinvolgimento della comunità regionale e delle istituzioni, a partire dal Consiglio regionale”. Proprio le opposizioni chiedono da tempo di discutere in Consiglio regionale una riforma destinata a incidere profondamente sul futuro della comunità lucana. Resta inoltre so-speso il confronto sulle dichiarazioni del presidente Bardi relative alle estrazioni petrolifere e al nucleare. E così proprio mentre il vicepresidente indica nell’energia la priorità del percorso autonomista, sarebbe necessario conoscere quale strategia intenda seguire il go-verno regionale e quali garanzie voglia assicurare al territorio. Il calendario del Consiglio regionale prevede una seduta sull’energia il 17 novembre e una sull’autonomia differenziata il 1° dicembre. Due appuntamenti che dovranno finalmente fare chiarezza sulle intenzioni della maggioranza, dopo i rinvii che hanno impedito finora un confronto approfondito. A rendere ancora più delicata la situazione c’è anche il rapporto con il Governo nazionale. Pochi giorni fa, come denunciato dai parlamentari Enzo Amendola e Arnaldo Lomuti, i lucani hanno subito un ulteriore “schiaffo” sulle misure per la riduzione del prezzo dei carburanti con la quota dell’Ires da destinare anche alle regioni per le attività estrattive. Mentre il territorio chiede attenzione e interventi concreti, pezzi del centrodestra sembrano - evidentemente -più impegnati a seguire le strategie nazionali dei propri partiti. Con l’inevitabile accusa di ottenere un “tornaconto” politico in vista delle elezioni Politiche del prossimo anno.  

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